La scuderia di Brackley, con Toto Wolff, lamenta un “modello attuale non sarà sostenibile nel lungo periodo”: i dettagli
Lo sappiamo, non è certo una sorpresa: nel 2026 la Formula 1 entrerà in una nuova era tecnica, ma per Mercedes il cambiamento nel futuro potrebbe non essere soltanto regolamentare.
Dietro l’immagine di un costruttore dominante sul fronte motoristico (date anche le voci nelle ultime settimane) si nasconde infatti una riflessione profonda: avere troppe squadre clienti potrebbe trasformarsi da vantaggio competitivo a problema strutturale.
Con l’ingresso di Alpine tra i team motorizzati Mercedes, la Stella arriverà ad alimentare quattro scuderie su undici. Un numero enorme, soprattutto se confrontato con i rivali diretti: Ferrari (la quale ha però a Maranello ha una struttura molto grande e tecnologicamente avanzata) lavora con Haas e Cadillac, Audi e Honda operano esclusivamente per sé stesse, mentre Red Bull Powertrains si prepara a un sistema più chiuso e controllato.
A Melbourne, Mercedes si troverà a dover produrre e gestire almeno 16 Power Unit complete, con un carico industriale e logistico senza precedenti nella nuova F1.
È proprio qui che nasce il dubbio strategico. Più motori in pista significano più dati, ma anche cicli produttivi più lunghi, meno libertà di sperimentazione e margini ridotti per reagire rapidamente agli imprevisti: in un’epoca in cui lo sviluppo sarà fortemente congelato e ogni scelta dovrà essere pianificata con mesi di anticipo, la complessità rischia di diventare un boomerang. Non a caso Toto Wolff, in un’intervista a Beyond The Grid, ha già lasciato intendere che il modello attuale non sarà sostenibile nel lungo periodo, preannunciando quindi un addio in futuro.
Mercedes, cambio imminente nelle forniture?
Il messaggio è chiaro: nel futuro di Mercedes non c’è spazio per un ruolo da “fornitore universale”. L’orientamento dei vertici è quello di ridurre il numero di squadre servite, cercando un equilibrio tra raccolta dati ed efficienza operativa: una tra McLaren, Williams o Alpine rischia dunque l’addio a breve.
La stagione 2026 potrebbe quindi rappresentare l’apice – e forse l’ultimo atto – della Mercedes come motorizzatore di massa, prima di un ritorno a una strategia più selettiva e mirata, con l’obiettivo di replicare quanto successo dal 2014 in poi.
Foto: Mercedes-AMG Petronas F1 Team, BWT Alpine F1 Team