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F1 | Brutte notizie dai test di Barcellona per la PU Ferrari: cosa è successo?

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Brutte notizie per i motorizzati Ferrari da Barcellona, primo intoppo per la power unit di Maranello nei test di Barcellona. La rossa, però, rimane ancora la più affidabile

La luna di miele tecnica tra la nuova Power Unit Ferrari e il tracciato del Montmeló ha subito il primo scossone. Nel corso della mattinata del Day 3 dei test collettivi, la Haas guidata da Oliver Bearman è stata costretta a parcheggiare a bordo pista, causando una bandiera rossa che ha gelato i box motorizzati Maranello.

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PH: Haas

Se fino a ieri la narrazione parlava di un’affidabilità “blindata”, lo stop della vettura americana — cliente e laboratorio fondamentale per la rossa — rappresenta il primo vero intoppo del progetto 2026. Non è ancora chiara la natura del guasto (se idraulico, elettronico o legato all’ICE), ma ogni chilometro perso da un team cliente è un set di dati in meno per lo sviluppo del motore.

Ferrari resta comunque “prima”

L’ironia della sorte vuole che il guasto arrivi proprio mentre Ferrari si godeva il primato indiscusso della produttività. I dati ufficiali cumulativi dopo il Day 2 mostrano una supremazia schiacciante dei propulsori italiani: ben 318 giri completati complessivamente dai team motorizzati Ferrari (Scuderia, Haas e Cadillac) contro i 273 della famiglia Red Bull e i 209 delle PU Mercedes. La Haas stessa, fino allo stop di Bearman, era stata la stacanovista assoluta con 154 tornate (accumulate in gran parte da Ocon), superando la Ferrari ufficiale (120).

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La PU di Maranello è stata l’ultima a cedere mostrando comunque di essere molto affidabile, anche se la verità si saprà solamente con l’inizio del campionato. I veri problemi sono per l’Honda e l’Audi. Infatti nel caso del primo, a causa delle scelte di Aston Martin, il numero di giri è fermo a 0. Per la seconda invece lo scenario è tragico, 27 giri nel day 1 con annesso problema tecnico e stesso copione nella mattinata di oggi con Hulkenberg fermo al Montmelò.

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Lewis Hamilton in pista a Maranello – PH: GPKingdom.it

Nonostante lo stop odierno della Haas, dai box della Rossa filtra un ottimismo pragmatico. La priorità resta macinare chilometri, e l’obiettivo è stato centrato quasi ovunque. A fare il punto della situazione è Matteo Togninalli, Head of Track Engineering della Ferrari, che ha voluto smorzare ogni discorso prematuro sui tempi sul giro, lodando la robustezza mostrata dalla SF-26 nel day 2:

“Considerate le condizioni meteo, la nostra è stata una giornata produttiva. Nonostante la pioggia, abbiamo completato un buon numero di chilometri e, soprattutto, non abbiamo riscontrato problemi di affidabilità rilevanti, che è la priorità principale quando si ha a che fare con una vettura e una power unit nuove. È ancora molto presto per parlare di prestazioni: ora l’attenzione è rivolta a comprendere la monoposto, impararne il comportamento e acquisire confidenza con essa passo dopo passo nei prossimi giorni, concentrandoci fondamentalmente su noi stessi.”

Parole che sanno di protezione verso il lavoro svolto, ma stasera a Maranello i telefoni saranno roventi: capire perché la Haas di Bearman si è ammutolita è ora la priorità numero uno per evitare che il “virus” contagi anche Leclerc e Hamilton.

Copertina: Ferrari.com

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Pietro Vurro è Autore F1 con formazione in Ingegneria del Veicolo. Specializzato in cronaca e analisi tecniche, negli ultimi 18 mesi ha lavorato per testate di settore come F1inGenerale.com e GPBlog.com e sfrutta il suo background ingegneristico per garantire la massima accuratezza anche nelle sue analisi tecniche.
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