Nella mattinata del Day 3 di Barcellona, la Haas di Bearman ha accusato un problema a curva 2 costringendo il pilota inglese al fermo della vettura
Dopo il secondo giorno di test, caratterizzato da un debutto complessivamente positivo sul fronte dell’affidabilità della Ferrari e della Power Unit del Cavallino, nelle prime ore del mercoledì di Barcellona è arrivata una notizia che ha subito acceso le preoccupazioni di appassionati e tifosi, soprattutto in merito alle prestazioni, all’affidabilità e alla consistenza del motore italiano.
La Haas di Oliver Bearman, al debutto con la VF-26, è stata costretta a fermarsi poco dopo l’uscita dai box, in prossimità di curva 2, causando la seconda bandiera rossa della sessione mattutina, dopo quella esposta intorno alle 9:53 per l’arresto in pista dell’Audi di Nico Hülkenberg. Il problema tecnico accusato dalla vettura americana, equipaggiata con Power Unit Ferrari, ha immediatamente alimentato i primi dubbi sull’affidabilità dei propulsori di Maranello, nonostante un Day 2 decisamente solido in termini di chilometraggio e durata complessiva.
Bearman spegne ogni perplessità
Il giovane britannico, intervistato dopo la sessione, ci ha tenuto ha chiarire l’entità del guasto mettendo a tacere tutte le più nefaste speculazioni già nate in pochissime ore. Queste le parole: “Siamo sicuramente nelle prime fasi, ma prima di tutto sono davvero felice di essere tornato in pista. La pausa è stata breve, ma stamattina ero pronto. Quello di Fiorano è stato un buon riscaldamento, ha piovuto tutto il giorno ma abbiamo portato a termine il programma che avevamo previsto. Ora siamo qui per fare anche qualche giro su asciutto“.
“Il piano è di macinare molti chilometri. Purtroppo questa mattina abbiamo avuto un piccolo problema, ma a questo servono questi giorni. Ci aspettiamo di avere queste grane. È più che altro una questione di apprendimento della vettura e delle procedure: il problema di oggi, con la vettura dell’anno scorso, avrebbe richiesto forse 30 minuti. Oggi ha richiesto molto più tempo solo perché ci sono alcuni dettagli più complessi nella power unit“.
Riguardo al lavoro già effettuato dal team americano nei giorni precedenti, Bearman ha affermato: “Abbiamo coperto già adesso più di due gare – quasi tre in realtà – senza grossi problemi. È davvero impressionante per il nostro team e penso che tutti debbano essere orgogliosi di questo risultato. Abbiamo obiettivi ambiziosi e vogliamo continuare a imparare su questa vettura“, ha aggiunto. “Penso che ogni giro sia un’esperienza di apprendimento per noi. È la prima volta che mi trovo in questa situazione, con un cambiamento del regolamento che permette a noi piloti di avere un impatto così grande sul risultato finale, ed è una prospettiva fantastica“.
Pare quindi che anche il terzo giorno sia trascorso indenne riguardo ad eventuali primi problemi sulle PU Ferrari, con la conferma che quello di Haas è stato un guasto causato dal malfunzionamento di un sensore che ha arrestato il motore, nulla di riconducibile all’affidabilità che tanto preoccupava.