Marc Marquez ha parlato alla stampa dopo la seconda giornata di test sul circuito di Sepang, buone indicazioni per lo spagnolo.
Una seconda giornata positiva, nonostante il maltempo del pomeriggio, per Marc Marquez che ha concentrato le sue attenzioni su alcune prove comparative, testando l’aerodinamica della nuova Ducati. Il quindicesimo tempo non conta nulla, come contava pochissimo il primo della giornata di ieri, per il nove volte campione del mondo che ha tratto conclusioni molto interessanti dopo la giornata di oggi, in sella alla GP26.
Queste le parole dello spagnolo: “La pioggia del pomeriggio ci ha rallentato la giornata. Ieri mi sono dedicato soprattutto a ritrovare le sensazioni; oggi abbiamo lavorato completamente sul progetto, cercando di provare diverse cose. Nel pomeriggio avevamo dei test importanti, ma con la pioggia non siamo riusciti né a girare né a provarli, quindi toccherà farlo domani mattina e, forse, rinunciare un po’ ai tentativi sul giro secco. Ma è più importante avere una direzione chiara e precisa per la stagione.
Long run? Vedremo, perché una volta che scegli la tua strada, in teoria dovrebbe essere migliore in tutti gli aspetti. Nella mia testa ce l’ho abbastanza chiaro, ma bisogna provarlo e verificarlo: è il tempo sul giro che comanda, insieme alla sensazione sulla moto. Però ho ben definita la base da seguire dal test della Malesia a quello della Thailandia. Da lì in poi, si tratta di provare, ma bisogna girare per dare dati agli ingegneri.”
Sull’aerodinamica ha, poi, dichiarato: “La cosa importante e fondamentale è l’aerodinamica, è l’aspetto principale, soprattutto perché a livello di motore non si può cambiare nulla. Sul motore è tutto abbastanza chiaro, e tutto ciò che riguarda la messa a punto come il forcellone, non dico che lo avremo, ma in generale ciò che riguarda il ciclo della moto lo puoi modificare durante l’anno. L’aspetto cruciale è l’aerodinamica, perché è lì che l’omologazione nella prima gara deve essere quella definitiva. Quella che ritieni possa darti di più nell’arco di 22 gare. Ci sono diverse configurazioni aerodinamiche ed è impossibile avere tutto. Non puoi avere la capacità di curvare di una e la stabilità dell’altra.
Dobbiamo quindi stabilire quale credo possa essere la migliore per 22 gare e decidere di conseguenza. Siamo come l’anno scorso: il fatto di avere una base molto buona ti porta a essere prudente quando provi cose nuove, ma Ducati continua a funzionare, continua a testare soluzioni e domani continueremo a provare, con le carene nere che avete visto. La cosa positiva, credo, è che non c’è paura nello scegliere tra il nuovo e il vecchio. Non è che qualcosa debba funzionare solo perché è nuovo, no. Si prova, si fa tentativi ed errori, e qualche test andrà bene. In realtà ti senti a tuo agio lavorando così, perché c’è quella fiducia da parte degli ingegneri: non tutto ciò che è nuovo deve per forza funzionare, ma ovviamente ai pezzi nuovi bisogna dare opportunità per capire quale sia il miglior equilibrio.”