La votazione sulla vicenda legata rapporto di compressione della PU Mercedes sarà domani, Ferrari sembra essere vicina alla propria vittoria politica.
La guerra politica più tesa della nuova era turbo-ibrida è arrivata alla sua resa dei conti. Dopo settimane di sospetti, lettere congiunte e tensioni nel paddock, il caso della Power Unit Mercedes sembra destinato a chiudersi definitivamente. Il fronte anti-Brackley, guidato da una vera e propria ‘Super Majority’ di costruttori, ha spinto la Stella all’angolo: domani il PUAC, la Power Unit Advisory Committee, si riunirà per deliberare la modifica regolamentare che metterà fine al trucco della “dilatazione termica”.
Al centro della disputa c’era la capacità del motore Mercedes di aggirare il limite del rapporto di compressione, fissato a 16:1, sfruttando la deformazione dei materiali ad altissime temperature. Nei giorni scorsi erano circolate voci incontrollate di un rapporto spinto fino a 18:1, capace di garantire un mostruoso vantaggio di 50 CV.
Secondo le ultime informazioni raccolte da AutoRacer, la realtà è diversa ma ugualmente allarmante per i rivali: Mercedes non è mai arrivata a quei picchi estremi, ma è riuscita a mantenere un valore di compressione a caldo sufficiente per annullare il naturale degrado di potenza del motore, garantendosi un margine stimato tra i 20 e i 25 CV. Un vantaggio “importante”, che Toto Wolff ha tentato invano di ridimensionare parlando di “pochi cavalli” di differenza.
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Il pressing esercitato dalla lettera congiunta inviata alla FIA da Ferrari, Honda e Audi ha sortito gli effetti sperati. Specialmente dopo i primi riscontri dei test in Bahrain, il dibattito è diventato insostenibile. Per evitare una sanguinosa e lunghissima battaglia legale che avrebbe avvelenato l’intera stagione 2026, i motoristi hanno trovato un accordo a monte. Il documento chiave sul tavolo è l’OC42 depositato alla FIA, che mira a cancellare una volta per tutte questa zona grigia chiarendo i metodi di controllo autonomo dei propulsori.
Cosa succederà ora? La risoluzione della controversia passerà per una modifica radicale delle verifiche tecniche. Secondo quanto riportato da AutoRacer e Motorsport-Magazine, la riunione di domani dovrebbe deliberare l’introduzione dei controlli del rapporto di compressione “a caldo”, ovvero in condizioni di normale utilizzo in pista. La mossa geniale della FIA per uscire dallo stallo è la tempistica: la nuova regola dovrebbe entrare in vigore anticipatamente il 1° giugno 2026, dando a Mercedes il tempo minimo per adeguare le mappature senza distruggere i motori già deliberati, per poi cancellare definitivamente il “controllo a freddo” a partire dal 2027.
Questo scenario finale conferma un dettaglio cruciale sulle strategie di Maranello: la Ferrari non ha mai lavorato nella direzione di forzare il compression-ratio attraverso la dilatazione termica, puntando invece sulla legalità assoluta del suo progetto. Una scommessa sull’integrità del regolamento che, a quanto pare, ha appena pagato il suo dividendo più alto.