Strategia GP Australia: Pirelli Motorsport indica ai team l’opzione migliore per ottimizzare le soste ai box per la gara di domani
La Formula 1 è ripartita col botto a Melbourne e il rumore più forte è quello delle polemiche. La sessione di qualifica ha infatti offerto un antipasto poco dolce e molto amaro a migliaia di appassionati, delusi dal neonato regolamento tecnico, e ai rivali della Mercedes, troppo lontani per preoccupare il team argentato.

Il tema che tiene banco più di tutti, come era facile prevedere, è la questione legata al nuovo motore soprannominato ’50-50′ dato l’equilibrio nel dosaggio delle componenti endotermiche ed elettriche. Un’inevitabile ed attesa discussione, alimentata anche dalle più autorevoli opinioni dei piloti, che sta accompagnando il Circus verso il primo Gran Premio stagionale quasi monopolizzando il dibattito all’interno del paddock e non solo.
Ma, chiaramente, la macro-incognita della nuova PU e dell’energia non è l’unico argomento da prendere in considerazione in vista della gara di domani, ad alto rischio di imprevisti sotto diversi punti di vista. E tra questi, come ogni anno, non può mancare la strategia, elemento oggi lontano dai riflettori ma spesso decisivo nel verdetto finale.
A disponibilità delle squadre in questo fine settimana le gomme più morbide del lotto Pirelli, ovvero le C3, C4 e C5. Scelta motivata dal basso grado di abrasività dell’asfalto del tracciato australiano, che sottopone le gomme a uno stress di medio livello e che mostra un’ottima evoluzione della pista.
Ma, venendo al dunque, osserviamo le indicazioni fornite dal nuovo responsabile della Pirelli Motorsport, Dario Marrafuschi, in merito alle scelte strategiche che caratterizzeranno la prima corsa del mondiale 2026.
GP Australia 2026, le strategie migliori:
La prima soluzione consigliata prevede l’utilizzo di gomma Media e mescola Hard con una singola sosta, in programma nella finestra situata tra il 20esimo e il 26esimo giro. La seconda opzione, invece, suggerisce un’approccio più aggressivo partendo con la Soft per poi montare la Hard tra il giro 15 e il giro 21.
Mentre per quanto riguarda una strategia con due pit-stop in programma, Pirelli indica una prima sequenza Media – Hard – Media, e una seconda variante meno conservativa, che prevede l’impiego della mescola soft nella fase iniziale e finale della gara, confermando la gomma Hard a metà sessione (Soft – Hard – Soft).
Il tempo previsto che ogni pilota andrà ad impiegare per ogni cambio gomma si aggira intorno ai 21 secondi, ma è chiaro che questo parametro è piuttosto indicativo e potrà variare a seconda della rapidità delle operazioni o a causa di un’eventuale VSC o Safety Car, il cui intervento, viste le difficoltà generali legate al motore, diventa ancora più probabile.
Foto: Pirelli, Formula 1, Red Bull Content Pool.