Oliver Bearman ha concluso in settima posizione il GP d’Australia dopo una rimonta dalla dodicesima posizione. Il pilota inglese ha commentato il nuovo regolamento tecnico.
Oliver Bearman è riuscito a rimontare in Australia con la sua Haas fino alla settima posizione dopo il Q3 sfiorato in qualifica. Il pilota britannico ha analizzato a mente fredda una corsa vissuta sul filo del rasoio, svelando i segreti e le enormi criticità tecniche delle nuove monoposto 2026.
L’inizio di gara è stato tutto in salita. Scivolato nelle ultime posizioni nei primissimi giri, Bearman ha dovuto ricostruire la sua domenica mattoncino dopo mattoncino. “L’inizio è stato molto impegnativo, ma poi sono riuscito a rimontare e in quei primi giri sono arrivato fino alla quattordicesima posizione”, ha raccontato l’inglese, svelando il brivido della nuova aerodinamica attiva: “Usando il tasto del boost, mi sentivo un po’ come in un videogioco”.
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La vera chiave di volta è stata però la lucidità del muretto box. Durante la prima Virtual Safety Car, il team ha scelto di non fermarlo, garantendogli aria pulita. Una scommessa vinta grazie a un pizzico di fortuna: “C’è stata una seconda VSC e siamo riusciti a beneficiarne. Avevamo superato praticamente tutte le altre auto che avevano pittato durante la prima. Da lì è stata praticamente una corsa pulita verso il traguardo”.
Il momento più spettacolare e complesso della sua corsa è stato il duello rusticano con Arvid Lindblad. Nelle pieghe di questa battaglia emerge la vera essenza tecnica del 2026: su un circuito veloce come quello di Melbourne, il motivo per cui le curve di velocità crollano all’improvviso, e non quando c’è una curva secca, è strettamente legato alla gestione della batteria. Il sistema ibrido si prosciuga, lasciando i piloti senza spinta elettrica in pieno rettilineo.
Bearman lo ha vissuto sulla propria pelle: “Fondamentalmente pensavo: ‘non schiantarti’. Non hai più grip sul dritto a causa di questa modalità straight line, non puoi fare manovre erratiche. Ho usato tutta la mia batteria in curva 1, quindi lui mi ha sorpassato in curva 3 come se fossi fermo. In curva 6 ho dovuto alzare il piede sperando solo di poter ricaricare la batteria per curva 9”.
“Dall’uscita della curva 6 fino alla curva 11 stai scaricando completamente il pacco batteria. Non hai molta flessibilità, il che è fastidioso”, ha analizzato lucidamente Oliver. Il delta per il sorpasso è di circa otto o nove decimi. L’anno scorso con il DRS era di sei decimi, quest’anno la modalità di sorpasso vale circa un decimo. È circa tre volte più difficile sorpassare: hai quasi un’unica possibilità; se non la sfrutti, passi altri tre giri a ricaricare”.
Copertina: Haas F1 Team