Al termine del Gran Premio d’Australia Carlos Sainz è stato molto duro nel commentare il nuovo regolamento.
Un inizio di stagione disastroso per Williams e per Carlos Sainz con lo spagnolo che, dopo aver saltato le qualifiche del GP d’Australia, non ha ottenuto un risultato soddisfacente in gara. Al termine della stessa, intervistato dalla stampa, l’ex pilota della Ferrari è stato molto duro e schietto nel commentare le falle del nuovo regolamento. Queste le sue parole: “Il mio timore principale riguardo alla corsa riguarda le fasi del primo giro.
Considero la gestione della Straight Mode per l’intero gruppo sul rettilineo una scelta davvero azzardata, poiché mi è parso estremamente complesso mantenere il controllo della monoposto quando ci si trova in scia a un avversario utilizzando questo sistema. La stessa sensazione di insicurezza l’ho avvertita durante i duelli diretti: se la battaglia avviene su un rettifilo perfetto, l’impatto è simile a quello del DRS degli anni passati”.
Sainz ha, poi, aggiunto: “Quando affrontiamo tratti non perfettamente rettilinei, come nel caso delle curve 7 e 8, e tutte le vetture azionano la Straight Mode contemporaneamente, il pericolo diventa concreto e la situazione rischiosa. Nella mia visione, la modalità Straight Mode funge solo da copertura esterna per mascherare le inefficienze della nostra power unit e i difetti nel dispiegamento della potenza. È evidente che, con il motore completamente aperto, né la partenza né le fasi di sorpasso trasmettano una sensazione di sicurezza in questa fase iniziale del regolamento”.
Non poteva non mancare una dichiarazione sull’ormai famosissimo Super Clipping. Questo il pensiero dell’iberico: “Resto dell’idea che la Formula 1 non dovrebbe avere alcuna necessità di affidarsi all’aerodinamica attiva per garantire lo spettacolo, poiché la considero un semplice palliativo per i problemi di fondo della power unit. Quando corriamo su tracciati dove l’efficienza energetica è al limite, siamo costretti a utilizzare la Straight Mode in sezioni della pista dove non sarebbe logico farlo, solo per salvaguardare la distribuzione della potenza.

Questo ci trascina inevitabilmente in scenari di pericolo, come abbiamo tristemente constatato durante i primi giri in Australia. Sia chiaro, il nodo della questione non risiede nell’esistenza stessa della Straight Mode, della quale purtroppo non possiamo fare a meno: senza di essa saremmo costretti a manovre di lift-and-coast continue ed estenuanti, come abbiamo visto fare a tutte le squadre in qualifica. Il sistema è indispensabile con l’attuale ripartizione energetica, ma resta un cerotto applicato su una formula motoristica che, a mio parere, al momento non sta dimostrando di funzionare correttamente”.
Foto: Williams F1 Team