Aston Martin, Alonso scatenato in conferenza: “Non mi cambia arrivare terzo o diciassettesimo”

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Fernando Alonso ha parlato in conferenza stampa in vista dell’appuntamento di Shanghai, show dello spagnolo.

L’Aston Martin ha visto sgretolarsi tutte le sue possibili ambizioni dopo pochi metri dei test in Bahrein. Il calvario della compagine britannica è, poi, proseguito a Melbourne con pochissimi pezzi di ricambio e situazioni tragicomiche per Fernando Alonso e Lance Stroll. Il due volte campione del mondo, intervenuto in conferenza stampa in vista del Gran Premio della Cina, ha fatto il punto della situazione commentando, a suo modo, quanto accaduto in questi mesi ma non solo.

Aston Martin, Alonso scatenato in conferenza: "Non mi cambia arrivare terzo o diciassettesimo"
Aston Martin, Alonso scatenato in conferenza: “Non mi cambia arrivare terzo o diciassettesimo”

Queste, nel dettaglio, le parole dell’asturiano: Io in una ‘fase mentale difficile’, come ha detto Newey? Direi che è meno dura di quanto si pensi; voglio dire, non è una situazione ideale. Vogliamo tutti vincere. Quest’anno siamo 22 piloti. Uno vincerà e 21 saranno in uno stato mentale difficile, perché per me finire terzo, quinto o diciassettesimo, non ha molta importanza. Sono stato abbastanza fortunato e privilegiato da vivere epoche diverse in Formula 1 e da divertirmi alla guida e alla fine sono stato super fortunato ad avere vetture competitive per metà della mia carriera e a salire sul podio più di 100 volte in questa categoria.

Quindi per me ora finire in qualsiasi altra posizione che non sia la prima rappresenta lo stesso dolore. Ovviamente ora siamo in questo percorso con il team e non è l’inizio ideale, ma è il primo anno di questa collaborazione tra Aston Martin e Honda e dobbiamo attraversare questo momento. E io sono pronto ad aiutare il ​​più possibile“.

Alonso ha, poi, aggiunto: “Ora credo di poter vedere le cose con una prospettiva diversa e una maturità diversa, ma non credo che dieci anni fa le cose fossero, di nuovo, così drammatiche; questa è la Formula 1 ed è uno sport molto incentrato sui media. Quando vinci qualche campionato semplicemente correndo contro il tuo compagno di squadra, sei Dio; quando invece fai fatica e attraversi un periodo difficile, tutto si amplifica”.

Fernando Alonso a bordo della sua Aston Martin nel corso del GP d'Australia
Fernando Alonso a bordo della sua Aston Martin nel corso del GP d’Australia

E, infine, la chiosa: “Dopo 10 anni forse alcune delle cose che la gente pensava di me all’epoca, quando ci trovavamo in questa situazione, sono cambiate . Ora forse pensano che avessi ragione dieci anni fa. Perché per me la sorpresa più grande è stata pensare che dieci anni fa McLaren, Stoffel Vandoorne, Jenson Button io stesso – perché la gente sembra sempre ricordare solo Fernando, ma credo che tutti dicessimo la stessa cosa – dicevamo che il progetto, la power unit, non fosse abbastanza matura. Ora questa è una cosa che tutti sembrano capire. Ma prima sembrava che io fossi pazzo a criticare.

Credo che questo sia dovuto a qualche momento di frustrazione alla radio che sì, c’era: da due volte campione del mondo e da pilota competitivo, non ero contento della situazione. Ora mi sembra che quando tutti vedono la situazione attuale siano un po’ più amichevoli con noi e capiscano meglio i problemi. Quello che io posso fare nel team è semplicemente lavorare di più, cercare di aiutare la Honda il più possibile. Siamo una squadra: è un inizio difficile, ma spero che non duri troppo a lungo. Però so che non ci sarà neppure una soluzione immediata”.

Foto: Aston Martin Aramco F1 Team

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Mi chiamo Alessio Evangelista, nato a Pescara il 17/10/1996.
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