Dopo la vittoria in Cina, Peter Bonnington ha esaltato Kimi Antonelli e il suo talento paragonandolo a Schumacher e Hamilton
Una vittoria storica. Il successo a Shanghai nella giornata di ieri di Andrea Kimi Antonelli rimarrà per sempre nelle pagine di storia della F1, e ovviamente della nostra Italia nel motorsport.
Il diciannovenne di Bologna ha non solo riportato il tricolore sul gradino più alto del podio, ma al contempo accorciato il gap dal compagno di squadra George Russell, leader del Mondiale ora con solamente quattro lunghezze di margine.
Il trionfo di AKA (acronimo di Andrea Kimi Antonelli, ndr) è stato celebrato dal suo ingegnere di pista Peter Bonnington, comunemente Bono, che di talenti (tra Schumacher e Hamilton) certamente se ne intende.
Le parole di Bono: “Ha quel decimo in più…”
Al termine di una gara magistrale e condotta da vero leader (con giro veloce e pole position nel sabato), Kimi è stato dunque così lodato da Peter Bonnington: “Non ero proprio in lacrime, ma ero sollevato, ero davvero sollevato. Mi ha fatto prendere un bello spavento quel bloccaggio, era il terzultimo giro. Ho pensato: ‘Dai, davvero? Ma per favore…’. Però sì, è stato bello“.
Insieme alla coppia Mercedes, il podio di Shanghai ha visto salire sul terzo gradino anche Lewis Hamilton, leggenda delle Frecce d’Argento. Il tutto è stato accolto con grande gioia dal suo ex ingegnere di pista: “Questo podio è stato piuttosto bello. Non posso lamentarmi. Vedere Lewis lì con Kimi… E’ stato un momento incredibile. E’ uno di quelli che custodirò con affetto“.
E dunque il paragone tra i due: “Il lavoro con Kimi è completamente diverso rispetto a Lewis. Come il giorno e la notte. Con Lewis sapevo cosa stava pensando. Sapevo che non aveva bisogno che gli dicessi certe cose. Con Kimi invece all’inizio era più una questione di: “non so cosa lui non sappia”.
Infine l’incredibile elogio e il paragone con Schumacher e Lewis: “Anni fa ho letto un libro sulla regola delle 10.000 ore e ho iniziato a crederci molto: pensavo che con abbastanza pratica tutti potessimo diventare abbastanza bravi. Poi però incontri persone come Michael Schumacher, come Lewis… e capisci che no, in realtà c’è uno step in più”.
“Quel decimo o due di secondo in più. E quello Kimi ce l’ha. Ha quel decimo o due in più“.
Foto: Mercedes-AMG PETRONAS F1 Team