Ferrari sta continuando la sua battaglia legale contro la Mercedes dopo il caso power unit, ecco la nuova irregolarità della W17.
Le telecamere e gli on-board hanno infatti pizzicato un comportamento decisamente anomalo dell’aerodinamica attiva sulla Mercedes e Ferrari sembra aver colto la palla al balzo per una nuova lotta fuori dalla pista Alla vigilia dell’attesissimo weekend di Suzuka, il team di Brackley finisce nuovamente sul banco degli imputati: sotto la lente d’ingrandimento c’è un meccanismo sull’ala anteriore che sta facendo discutere tutto il paddock.
Il Regolamento 2026 e il limite dei “4 decimi” Per capire l’entità di questa mossa ingegneristica, bisogna fare un passo indietro alle regole introdotte quest’anno. L’aerodinamica attiva coinvolge ora entrambe le ali a creare un doppio effetto DRS per massimizzare l’efficienza e risparmiare batteria. In rettilineo, le monoposto entrano in Straight Mode (ali piatte), mentre in staccata e in curva passano in Corner Mode (ali chiuse per generare carico). Il Regolamento Tecnico FIA, alla Sezione C, fissa un paletto chiarissimo: il tempo di transizione per l’apertura o la chiusura delle ali non deve eccedere i 0,4 secondi. È proprio qui che la W17 sembra aver trovato la sua “zona grigia”.
L’anomalia Mercedes: la chiusura in due tempi Analizzando la telemetria visiva e i frame della gara di Shanghai nel confronto diretto con la Ferrari di Leclerc, emerge una dinamica più che sospetta sulla monoposto d’argento:
- Fase 1: In pieno rettilineo, sia la Rossa che la Mercedes si trovano in perfetta Straight Mode, con i profili abbassati al massimo.
- Fase 2: Al momento della staccata, la W17 entra apparentemente in Corner Mode. L’ala posteriore si chiude regolarmente e l’anteriore inizia a fare lo stesso, rientrando nei fatidici quattro decimi.
- Fase 3: Mentre la Ferrari è ormai passata in full Corner Mode, l’ala anteriore della Mercedes compie un vero e proprio “secondo scatto”. Il profilo si chiude ulteriormente in modo ritardato: questa rotazione finale verso l’alto avviene ben oltre il tempo massimo consentito dalla FIA.
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ìAppurato che non si tratti di un guasto fortuito, la Mercedes ha deliberatamente progettato questo sistema per uno scopo preciso. Chiudere l’ala in due fasi ritardate permette al carico aerodinamico frontale di tornare e spingere il muso verso il basso in modo graduale, anziché ricevere un picco di downforce improvviso in una frazione di secondo. Questo ritorno progressivo regala ai piloti una sensibilità mostruosa in fase di frenata, stabilizzando la vettura in inserimento in un modo inavvicinabile per la concorrenza.
Il fatto che il secondo step avvenga oltre il limite regolamentare rende il sistema apparentemente non conforme, aprendo in pochi mesi il secondo vero e proprio “gate” tecnico sulla dominatrice di questo avvio di stagione.
copertina e foto: Mercedes AMG