L’ala anteriore della Mercedes ha suscitato parecchi dubbi nel paddock di Formula 1, in quanto si chiudeva in ritardo rispetto ai 4 decimi consentiti
Nelle ultime ore l’attenzione del circus di Formula 1 si è spostata nuovamente sulla W16 di George Russell, leader del mondiale, e Kimi Antonelli, fresco vincitore della sua prima gara in carriera. Dopo la controversia sul rapporto di compressione di inizio anno (e che persiste), il team di Brackley è al centro di un’altra lente di ingrandimento: l’ala anteriore.
Questa volta l’oggetto dell’interesse è l’aerodinamica attiva dell’ala anteriore, in particolare il tempo di chiusura dallo “straight mode” in rettilineo alla configurazione per la curva. Secondo l’articolo 3.10.10 del regolamento tecnico della FIA, stabilisce che il tempo massimo di transizione tra e due configurazioni è di 4 decimi e, durante il weekend cinese, la vettura inglese non rispettava questo parametro.
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Il dispositivo mobile della Mercedes, infatti, aveva diverse fasi di chiusura. Nel rettilineo l’ala era completamente piatta, mentre nella fase di frenata prendeva due configurazioni diverse: una prima, intermedia ed a inizio frenata, ed una seconda, quella definitiva. Tutto il ciclo sforava i 400 millesimi consentiti da regolamento e perciò poteva essere definita irregolare. Per questo stesso motivo la Ferrari ha ricevuto un warning riguardante l’a tanto l’osannata “ala Macarena”, che da inizio a fine movimento impiegava più tempo di quello previsto.
Nicholas Tombazis, ex ingegnere della Ferrari ed attuale responsabile per lo sviluppo delle monoposto della FIA, ha preso nota del fatto, ma non l’ha considerato come un atto volontario della Mercedes.
Scelta consapevole o semplice errore di calcolo?
La Mercedes ha scelto di usare la pressione idraulica per far modificare lo stato delle sue ali e proprio questa è stata la ragione per cui la scuderia di Brackley ha avuto problemi.
Una volta attivata la modalità “curva”, la W16 dei piloti delle frecce d’argento non hanno avuto abbastanza pressione per spingere l’ala dalla posizione “piatta”, da rettilineo, a quella per le curve, a causa della troppa velocità negli allunghi che creavano una somma di forze maggiore. Riducendo la velocità, tornava la pressione ideale e l’ala poteva tornare alla configurazione base e questa è proprio la ragione per cui si vedevano due fasi all’interno della stessa frenata.
Il team si è accorto del problema durante le qualifiche ed ha provato ad ovviare ad esso cambiando l’ala sulla vettura di George Russell. Tentativo che non è stato sufficiente a risolvere le difficoltà, in quanto Kimi Antonelli durante la gara ha dovuto lottare con questa problematica.
L’ala “ritardataria” della Mercedes ha portato dei vantaggi?
Già dal rientro dal weekend della Cina gli ingegneri della scuderia di Toto Wolff si è messa all’opera per sistemare il problema che si è rilevato nel primo weekend Sprint dell’anno e sembra aver trovato la giusta soluzione e la FIA stessa ha accettato le spiegazioni fornite dalla Mercedes e per questo motivo h deciso di non penalizzare la scuderia.
Nonostante ciò, sono diverse le teorie secondo cui la Mercedes volesse trarre vantaggio da questa chiusura a due fasi dell’ala anteriore.
La teoria per cui la Mercedes potrebbe trarre vantaggio da questa soluzione ruota attorno, come tutto in questa stagione, alla ricarica dell’elettrico. Si è ipotizzato che, chiudendo l’ala posteriore del tutto e interrompendo la chiusura dell’ala anteriore, spezzando il ciclo in due, potesse non solo dare migliori sensazioni di guida al pilota, ma anche garantisse un miglior recupero dell’elettrico.
Un’altra teoria sviluppata durante queste due settimane di stop dalle attività in pista, sostiene che nell’interruzione della transizione tra ala aperta e chiusa, la Mercedes riuscisse a convogliare i flussi aerodinamici sfruttando zone grigie del regolamento sportivo.
La verità è che la Mercedes sembra essere riuscita a modificare la configurazione della vettura, in quanto ciò che è accaduto non portava vantaggi ed era qualcosa di involontario. Lo stesso Tombazis ha deciso di “lasciar correre” in quanto “Non c’era dolo e non era rilevante”. Per quanto le teorie fossero affascinanti, la realtà parla di un semplice errore di calcolo della Mercedes.
Foto: Mercedes-AMG Petronas F1 Team