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F1 | Ferrari male col setup in Giappone, ma al livello di Mercedes e McLaren – ANALISI TELEMETRIA

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Le FP2 hanno lasciato tanti dubbi in Giappone ma sicuramente la Ferrari sembra aver sbagliato il setup, ma stranamente a sorpresa è al livello di Mercedes e McLaren in un certo punto di Suzuka.

Le FP2 del GP del Giappone hanno visto McLaren e Mercedes spartirsi le prime posizioni con la Ferrari che è sembrata in difficoltà, ma in alcuni tratti della pista la SF-26 sta riuscendo a gestire l’energia proprio come la MCL-40 e la W17. Il distacco accumulato dalle due scuderie inglesi rimane comunque importane. Weekend già da dimenticare o non è tutto da buttare?

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Il cronometro dopo due ore di sessioni di prove libere, nelle FP2 ha visto Oscar Piastri posizionarsi in prima posizione davanti a Kimi Antonelli e George Russell. Nel mentre il suo compagno di squadra, Lando Norris, ha chiuso in quarta e Leclerc in quinta davanti a Hamilton. Il distacco però accumulato dalle Ferrari rispetto alla top 4 è stato importante ma non tutto sembra essere irrecuperabile

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Confronto tra Piastri e Russell – PH: GPK

Nel confronto diretto tra Oscar Piastri e George Russell, la telemetria svela una battaglia giocata sul filo del rasoio e vinta dalla McLaren nelle curve in appoggio. Entrambi i piloti fermano il rilevamento della velocità massima esattamente a 328 km/h, dimostrando un’efficienza sul dritto assolutamente paragonabile.

La vera differenza si concretizza nel primo settore: il grafico del distacco mostra Piastri in fuga fin dalle prime curve, accumulando un vantaggio che si avvicina al mezzo secondo già tra curva 2 e curva 3. Russell tenta la rimonta affidandosi a una migliore trazione, rosicchiando decimi preziosi nella parte centrale del tracciato e nella staccata della chicane finale, a curva 16. Tuttavia, il margine costruito dall’australiano nello “Snake” iniziale risulta incolmabile per la Mercedes.

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Confronto tra la Piatri e Leclerc – PH: GPK

Il divario tra Piastri e Charles Leclerc, quantificato in oltre sette decimi, racconta la storia di una Ferrari ancora alla ricerca della giusta finestra meccanica. Il monegasco paga 4 km/h di velocità di punta, fermandosi a 324 km/h contro i 328 km/h della McLaren, sintomo inequivocabile di un setup aerodinamico di compromesso, probabilmente troppo carico per le caratteristiche di Suzuka. Il grafico del distacco traccia una linea in costante ascesa per i primi due settori, ma l’emorragia cronometrica nasconde una verità confortante.

L’ottimo lavoro sulla distribuzione dell’energia ibrida, fondamentale per evitare il crollo improvviso delle velocità in progressione, e sulla salvaguardia delle coperture posteriori si palesa proprio nell’ultimo settore: nell’allungo verso il traguardo la trazione della SF-26 si dimostra estremamente viva e reattiva, confermando che a Maranello serve solo correggere il setup per sbloccare un potenziale decisamente superiore.

l duello cronometrico tra George Russell e Charles Leclerc illustra perfettamente le attuali difficoltà di setup della SF-26, ma anche le sue ottime doti di gestione qui a Suzuka. L’inizio del giro sorride addirittura al monegasco, che in staccata e percorrenza di curva 1 e 2 riesce a tenere testa e persino a guadagnare una frazione di secondo sulla W17. La musica cambia però drasticamente nell’ingresso dello “Snake”: qui la Mercedes fa valere il suo bilanciamento, costruendo un vantaggio che cresce inesorabilmente per tutto il settore centrale. Leclerc soffre nel guidato e accusa il colpo sui rettifili, dove il deficit di 4 km/h in top speed (324 contro 328) testimonia una resistenza all’avanzamento troppo marcata. Il picco massimo del distacco viene toccato alla staccata di curva 16.

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È proprio in quel frangente, nell’impostazione dell’ultima chicane e nella decisiva fase di trazione verso il traguardo, che il grafico inverte bruscamente la tendenza a favore della Ferrari. La linea scende in modo repentino, confermando come Leclerc arrivi a fine giro con gomme posteriori ancora vive e un’erogazione ibrida ottimale, elementi che gli permettono di aggredire l’ultimo allungo con una motricità nettamente superiore rispetto a quella della Mercedes.

Il team di Maranello dovrà capire quale gestione dell’energia potrà essere effettivamente la più efficace sul giro secco. La scelta più vincente sarà sacrificare il giro per avere più energia nell’ultimo settore o sacrificare la 130R per essere competitivi su tutto il circuito?

copertina: e foto: Ferrari.com

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Pietro Vurro è Autore F1 con formazione in Ingegneria del Veicolo. Specializzato in cronaca e analisi tecniche, negli ultimi 18 mesi ha lavorato per testate di settore come F1inGenerale.com e GPBlog.com e sfrutta il suo background ingegneristico per garantire la massima accuratezza anche nelle sue analisi tecniche.
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