EDITORIALE – Charles Leclerc, il vero Numer1 della F1 e della Ferrari

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Il GP del Giappone ha messo in evidenza, per l’ennesima volta, il talento di un pilota che dimostra gara dopo gara di essere pronto per vincere un mondiale: Charles Leclerc.

Il podio ottenuto in Giappone ha confermato come, in Ferrari e nell’intera F1, ci sia un solo pilota che negli ultimi sette anni ha mantenuto standard costantemente elevati, degni di un campione del mondo. Ancora una volta, Charles Leclerc ha dimostrato di appartenere all’élite dei piloti attuali.

Il titolo di questo articolo racchiude perfettamente il mio pensiero su di lui. Ogni lunedì, spostandosi dal motorsport al calcio, il podcast “Numer1”, condotto da Ivan Zazzaroni, Giuseppe Cruciani e Sandro Sabatini, apre con una domanda semplice: chi è stato il numero uno del weekend? Questa domanda non è legata al valore assoluto di quello che si è visto nel weekend ma di chi ha fatto passare un’emozione o un messaggio importante. Se oggi dovessi sedermi con loro a parlare di F1, la mia scelta ricadrebbe senza esitazioni su Charles Leclerc.

Osservando come il 2026 abbia stravolto i valori in pista, emerge ancora una volta quanto la competitività della monoposto influenzi le prestazioni del pilota. Viene naturale richiamare una celebre frase attribuita a Niki Lauda: “Una macchina senza pilota è come un pilota senza macchina”. Dal 2018 a oggi, il monegasco è sempre andato oltre i limiti della propria vettura: dalla Sauber C37 fino alla SF-25, passando per monoposto difficili, e indimenticabili in negativo, come SF-1000 e SF-21.

Il numero 16 non è mai stato particolarmente fortunato, ma non si è mai arreso. Confrontando Leclerc e Max Verstappen nei rispettivi momenti di difficoltà (quello dell’olandese è ancora in corso), emerge una differenza significativa: Verstappen, già alla terza gara del campionato meno competitivo della sua carriera, lascia trapelare insofferenza e accenna addirittura ad un possibile ritiro, mentre Leclerc, anche nei momenti peggiori, ha sempre scelto la via del lavoro e della resilienza.

Nelle prime tre gare del 2020, Leclerc conquistò un secondo posto in Austria, un ritiro nel GP di Stiria e una gara anonima in Ungheria. Risultati non troppo distanti da quelli attuali di Verstappen, ma accompagnati da un atteggiamento completamente diverso: il monegasco ha sempre parlato di abbassare la testa e lavorare, guardando al futuro.

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Quando la Ferrari non c’è, Charles c’è sempre. L’ultimo grande errore che gli viene attribuito risale al GP di Francia 2022: quattro anni fa. Da allora, la sua continuità è stata impressionante. Negli ultimi sette anni ha contribuito alla chiusura del ciclo in rosso di un quattro volte campione del mondo come Sebastian Vettel, battendolo già al primo anno tra i big; ha avuto la meglio su Carlos Sainz in più stagioni; e oggi il confronto con Lewis Hamilton sembra riproporre un copione già visto: il britannico in difficoltà, mentre Leclerc continua a offrire prestazioni solide e convincenti.

Il monegasco è, di fatto, l’unico pilota che negli ultimi sette anni, pur senza avere costantemente una vettura da titolo, ha mantenuto un livello di performance altissimo, senza veri periodi bui personali slegati dalla monoposto.

La gara di ieri è stata l’ennesima dimostrazione della sua capacità di sorprendere. Prima di proseguire, una domanda: chi avrebbe scommesso su un podio di Leclerc dopo la Safety Car? Probabilmente nessuno. Eppure, ancora una volta, ha gettato il cuore oltre l’ostacolo, come già fatto in Austria 2020 o a Monza 2024.

Il sorpasso su George Russell è la prova di come, con o senza una macchina dominante, riesca sempre a emergere nei duelli. Questo è Charles Leclerc: il vero Numer1 della Formula 1. E se il destino sarà finalmente dalla sua parte, è solo questione di tempo prima che venga incoronato campione del mondo.

Copertina e foto: Ferrari.com

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Pietro Vurro è Autore F1 con formazione in Ingegneria del Veicolo. Specializzato in cronaca e analisi tecniche, negli ultimi 18 mesi ha lavorato per testate di settore come F1inGenerale.com e GPBlog.com e sfrutta il suo background ingegneristico per garantire la massima accuratezza anche nelle sue analisi tecniche.
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