Lando Norris è tornato a parlare del Gran Premio del Giappone criticando aspramente il nuovo ciclo regolamentare.
Il Gran Premio del Giappone ha lasciato scorie importanti a molti piloti e uno di questi è certamente Lando Norris. Il campione del mondo in carica, giunto quinto al traguardo, ha commentato aspramente il nuovo ciclo regolamentare sottolineando l’impotenza dei piloti e la non curanza della Federazione circa il loro parere. Nel corso delle classiche interviste post gara, poi, il pilota britannico di McLaren ha spiegato nel dettaglio la situazione.
Queste le sue dichiarazioni: “Sinceramente, in diverse fasi della gara non avrei nemmeno voluto sorpassare Lewis. Mi sono ritrovato in una situazione in cui la carica della batteria andava esaurendosi e, nonostante non fosse mia intenzione scaricarla del tutto, non avevo alcun modo di intervenire manualmente. Di conseguenza, portavo a termine il sorpasso ma poi restavo senza energia, permettendogli di riprendersi subito la posizione. Non stiamo parlando di competizione vera, ma di un continuo effetto yo-yo. Lewis potrà anche avere un’opinione differente, ma per me si tratta esattamente di questo”.
Norris ha, poi, aggiunto: “Quando la prestazione dipende quasi totalmente dall’erogazione della parte elettrica, il pilota dovrebbe conservare un minimo di potere decisionale, cosa che oggi ci è totalmente preclusa. Ci troviamo costantemente in balia di parametri software che decidono per noi la potenza disponibile in ogni istante, lasciandoci senza strumenti per difenderci o attaccare secondo il nostro istinto”.
E sulla 130R ha dichiarato: “Il problema emerge chiaramente affrontando la 130R. In quel punto sono costretto a parzializzare l’acceleratore per evitare il contatto con chi mi precede, ma appena cerco di riaprire, il sistema interpreta il comando attivando la batteria nel momento sbagliato. Io vorrei che restasse spenta per conservarla, ma non posso impedirne l’attivazione automatica non appena premo il pedale. È frustrante non poter gestire questi flussi; siamo troppo vulnerabili rispetto a chi ci insegue e questa non è la strada corretta per il nostro sport. Semplicemente non disponiamo del controllo necessario e questo ci rende prede facili per chiunque ci si trovi alle spalle”.
Foto: McLaren F1 Team