Laurent Mekies ha commentato il disastroso inizio di stagione della Red Bull concedendosi anche un’ammissione sul ritardo accumulato dalle concorrenti.
Un inizio di stagione terribile per Red Bull, al momento lontanissima dalla concorrenza. Le dichiarazioni di Max Verstappen, che ha minacciato di ritirarsi a fine stagione, fanno da eco ai problemi molto importanti che stanno attanagliando la compagine anglo-austriaca. Laurent Mekies, nel commentare il difficile inizio di campionato, ha fornito un’analisi lucida e sincera trovando delle responsabilità anche nella rincorsa Mondiale dello scorso anno.
Queste, nel dettaglio, le dichiarazioni dell’ex Ferrari: “Pensavamo, e pensiamo ancora oggi, che fosse la scelta giusta, perché sentivamo che voltare pagina e guardare al 2026 sarebbe stato un modo un po’ troppo semplice per scappare, un atto di fiducia cieca nel fatto che l’anno prossimo sarebbe andato meglio, pur non avendo ancora compreso davvero quali fossero i limiti del 2025. Non ci sembrava la strada corretta”..
Il prezzo da pagare, però, è carissimo con la stessa Red Bull che paga un secondo al giro nei confronti di Mercedes non essendo nemmeno ai livelli di McLaren e Ferrari. Mekies ha proseguito: “Ora, è chiaro che il tempo e le energie investite nel tentativo tardivo dell’anno scorso hanno un impatto sul punto di partenza del 206. Certo che ce l’hanno. E quindi oggi ne paghiamo un po’ il prezzo. Lo usiamo come scusa? No. Non siamo soddisfatti del punto di partenza, ma pensiamo di poter superare queste difficoltà”.
La pausa forzata sarà fondamentale per comprendere al meglio le problematiche della vettura e portare aggiornamenti giusti: “Come abbiamo fatto l’anno scorso, arriveremo a una comprensione completa dei limiti. E questa squadra è stata davvero molto brava nel ribaltare le situazioni, e abbiamo un’altra occasione per farlo anche quest’anno. Quando tutti misero uno sforzo extra per cercare di capire cosa ci stesse limitando, provare a portare aggiornamenti e soluzioni per correggere i problemi che avevamo, assumendosi un’enorme quantità di rischio nel farlo, la seconda parte dell’anno non è stata affatto lineare. Abbiamo vinto molte gare, ma abbiamo avuto anche gare estremamente dolorose, come Olanda, Ungheria e il sabato in Brasile”.
Foto: Oracle Red Bull Racing