Sui tavoli si studia già un possibile futuro per la Formula 1: tutte le possibilità
La Pasqua lascia spenti i motori in pista, ma accese le voci fuori: FIA e Formula 1 stanno infatti già lavorando ad un possibile nuovo ciclo regolamentare, che per forza di cose non potrà arrivare prima di un paio d’anni.
L’inizio del mondiale 2026 ha però lasciato in dote più dubbi che certezze e, dopo appena tre GP, sembra che i piani alti della Formula 1 abbiano già capito di aver imboccato una strada cieca, con la volontà di sistemare il prima possibile la situazione del Circus.
Le criticità emerse con le attuali Power Unit, schiacciate da una parte elettrica da 350 kW decifrata ormai come troppo invasiva e difficile da gestire, stanno spingendo la FIA e Liberty Media a una retromarcia clamorosa in vista del 2031.
Una F1 che non comprende nessuno: i V8 sono la soluzione?
In pista i limiti strutturali si sono visti già nei test del Bahrain: la gestione dell’energia è molto complessa da gestire per i piloti, ma altrettanto difficile da comprendere per chi guarda la TV (o peggio ancora per chi è sulle tribune in pista). Per questo, nei corridoi della Federazione si starebbe già lavorando al “piano di rientro” verso una filosofia tecnica diametralmente opposta a quella odierna.
Il fulcro del cambiamento per il prossimo decennio punta dritto al passato: l’idea è quella di pensionare l’ibrido spinto per tornare a ruggire con un V8 turbo da 2.4 litri. Non è solo una questione di sound, ma di bilancia: eliminare il pesante comparto elettrico e le batterie permetterebbe finalmente di abbattere il peso delle monoposto, restituendo centralità alla meccanica pura e al talento di chi sta al volante, per la gioia – soprattutto – di Max Verstappen.

Ma come la mettiamo con… l’ecologia? La svolta green non verrebbe abbandonata, ma affidata totalmente agli e-fuel: con i carburanti sintetici a impatto zero in termini di CO2, la Formula 1 potrebbe permettersi di rinunciare al recupero energetico senza perdere il treno della sostenibilità.
Macchine più leggere, più rumorose ed altrettanto sostenibili ecologicamente: un trittico che pare piacere a tutti, ma che – se mai dovesse diventare realtà – si vedrà in pista almeno tra 4-5 anni.
Foto: Formula 1