A 25 anni dalla sua scomparsa, Michele Alboreto resta una figura ancora viva nella memoria degli appassionati di motorsport
Il 25 aprile 2001 il mondo del motorsport dava l’addio a Michele Alboreto, scomparso improvvisamente durante una sessione di test sul circuito del Lausitzring, in Germania. Fatale una foratura al pneumatico anteriore sinistro, che rese incontrollabile la sua Audi R8. Il pilota italiano aveva appena 44 anni, una perdita che avrebbe lasciato un segno profondo nel mondo delle corse.
La carriera
Alboreto approda in Formula 1 nel 1981 con la Tyrrell, iniziando un percorso costruito con pazienza e credibilità. Dopo una prima stagione di adattamento, il 1982 segna una svolta: conquista il primo podio al Gran Premio di San Marino, chiudendo terzo, e soprattutto la prima vittoria in carriera, nel GP di Las Vegas.
Un ruolino di marcia che gli vale la chiamata della Ferrari nel 1984, che coincide con l’apice della sua carriera sportiva. Alla guida del Cavallino, nel 1985 Alboreto lotta a lungo per il titolo mondiale, restando in testa alla classifica nella prima parte di stagione prima di arrendersi nel confronto con Alain Prost.
Nel corso della sua esperienza in Ferrari, Alboreto conquista tre vittorie: una nel 1984 in Belgio e due nel 1985, in Canada e Germania. A distanza di oltre quarant’anni, resta ancora l’ultimo pilota italiano ad aver vinto un Gran Premio di Formula 1 al volante della Ferrari.
Dopo il ritiro dalla Formula 1 nel 1994, la sua passione per le corse non si spegne. Alboreto prosegue infatti la carriera nelle competizioni endurance, togliendosi soddisfazioni importanti, tra cui la vittoria alla 24 Ore di Le Mans nel 1997 con Porsche.
Poi quel 25 aprile 2001, diventato tragicamente inevitabile. La sua vita si interrompe all’improvviso, lasciando sgomento l’intero mondo del motorsport. A 25 anni dalla sua scomparsa, il ricordo di Alboreto resta vivo anche nei luoghi simbolo della Formula 1: dal 2021, la storica curva Parabolica di Monza porta il suo nome. Un segno che va oltre statistiche e vittorie, e che restituisce l’immagine più fedele di un pilota che ha lasciato un’impronta fatta di stile, rispetto e misura.
Foto: Scuderia Ferrari HP