Arrivano novità dal mondo della Formula 1: i team hanno deciso sulla proposta di passare ad un motore 60/40
Il regolamento della Formula 1 è ben chiaro: la proposta di aumentare la potenza del motore a combustione interna per il 2027 (in un rapporto 60/40), senza una maggioranza qualificata tra i cinque motoristi, non potrà passare.
Serve una decisione comune di maggioranza: il nodo decisivo, dunque, è politico prima ancora che tecnico. Per modificare la direzione del regolamento servono quattro motoristi su cinque a favore, una soglia che al momento… non esiste, e che blocca di fatto qualsiasi intervento sul 2027.
Il motivo del no dei team: la spiegazione
Dietro lo stallo ci sono logiche aziendali comprensibili da parte dei CdA dei team: ogni costruttore legge infatti la proposta in funzione del proprio interesse immediato.
Da una parte, chi oggi è competitivo (Mercedes su tutti) non vuole alterare gli equilibri, mentre chi è in difficoltà (come Aston Martin) teme di non avere margine sufficiente per recuperare nel breve periodo: il risultato è un equilibrio statico, dove nessuno – come già prevedibile alla vigilia – ha convenienza a muoversi.
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A sintetizzare questa situazione è intervenuto Jan Monchaux, che ha descritto un contesto frammentato in cui le strategie industriali prevalgono sulla spinta regolamentare. Le posizioni sono incompatibili: c’è chi invoca stabilità, chi chiede tempo per sviluppare nuove unità e chi considera il 2027 semplicemente non fattibile dal punto di vista ingegneristico.
In questo scenario, anche l’idea di una revisione del bilanciamento tra motore elettrico e termico ha ormai perso slancio e si è arenato: il target di una ripartizione 60/40 viene di fatto congelato quantomeno al 2028, ma maggiori dettagli in questo senso li avremo tra qualche giorno o settimana.
Foto: Formula 1