Il Presidente della Repubblica a Pontedera alla vigilia del Primo Maggio: dagli 80 anni della Vespa alle morti sul lavoro, un discorso a tutto tondo
Alla vigilia della Festa dei Lavoratori, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha scelto lo stabilimento Piaggio di Pontedera per celebrare un doppio anniversario: gli ottant’anni della Repubblica italiana e gli ottant’anni della Vespa. Un incontro chiaramente tutt’altro che casuale, in un luogo che racconta meglio di molti discorsi cosa sia stata la grande Italia del dopoguerra.

La Vespa, simbolo di un’epoca
Accompagnato da Michele e Matteo Colaninno, rispettivamente AD e presidente esecutivo di Piaggio, Mattarella ha visitato la Linea 2R, la linea di produzione della Vespa.
Le parole del Capo dello Stato sono state nette: “La Vespa è, tutt’ora, nel mondo, uno dei simboli della creatività e della industriosità dell’Italia.”
Un riconoscimento che va ben oltre il prodotto in sé, abbracciando ciò che rappresenta nella storia della mobilità e della ricostruzione italiana: Matteo Colaninno ha ricordato che il Gruppo si avvicina alla soglia dei 20 milioni di Vespa prodotte e vendute nel mondo, frutto di 1,4 miliardi di investimenti negli ultimi dieci anni.
La piaga delle morti sul lavoro e la “fuga” di cervelli
Il 1° maggio non è però solo un giorno di celebrazioni: Mattarella ha ribadito con forza la condanna per le morti e gli incidenti sul lavoro, definiti una “piaga che non accenna a sanarsi” e un “tributo inaccettabile”. “La lotta alle incurie, all’illegalità, alle imprudenze deve coinvolgere tutti”, prosegue il Capo dello Stato.
Il discorso ha toccato anche i nodi strutturali del mercato del lavoro italiano: il gap salariale e di carriera tra uomini e donne, l’età ancora troppo alta di ingresso nel mercato per i giovani, e la fuga di talenti all’estero, una tendenza che Mattarella ha chiesto esplicitamente di invertire. “Nella nostra società i giovani sono poco ascoltati”, ha detto il Presidente, senza giri di parole.
Foto: Vespa