Alex Zanardi è scomparso stamane all’età di 59 anni, l’uomo che è andato oltre il destino stesso insegnando il valore unico della vita.
Il mondo intero piange Alex Zanardi. L’uomo che ha sfidato il destino e la vita stessa è scomparso all’età di 59 anni lasciando un vuoto incolmabile, non soltanto nel motorsport. Un uomo che, definirlo tale, stona in maniera piuttosto riduttiva al cospetto di uno sportivo e di un gigante che ha inventato un nuovo modo di correre contro il destino, contro se stessi e contro le intemperie che, ogni tanto, l’esistenza trasporta nelle nostre anime senza un perché, senza che ci sia un motivo valido.
Dalle corse in pista alle Olimpiadi, passando per qualche feroci montagne ed fatiche che più volte ne stavano per compromettere la vita, ma lui no. Amante dell’esistenza spregiudicata, quella voglia infaticabile di circostanziare (anche soltanto per un secondo) le conseguenze di quel terribile incidente negli Stati Uniti. Da quel momento in poi, nonostante tutto, ha imparato a volare dimostrandosi più forte di qualsiasi temporale e avversità.
L’amore per la vita e per l’atletismo l’hanno portato ai Giochi Paralimpici di Londra e Rio vincendo quattro medaglie d’oro, oltre agli otto titoli dei campionati mondiali su strada. Alex ha lottato e vinto, soffrendo costantemente ma sempre con quel sorriso autoironico e senza pretese, senza accanimenti nei confronti di quello stesso destino che gli ha portato via troppo, come la scomparsa della sorella Cristina nel 1979.
Alex Zanardi è andato oltre l’uomo ridefinendo il concetto di essere comune, lui che è stato fonte di ispirazione per migliaia di ragazzi, per un minuto in più nell’ascoltare e parlare, comprendere che nonostante tutto c’è ancora una speranza, che si può volare anche se il destino ti ha spezzato le gambe ma non l’amore per la vita. Ecco, Alex Zanardi è stato l’oltre: l’uomo non comune che ha sfidato e vinto il destino amando la vita, fino all’ultimo istante.
Foto: X F1.com, McLaren F1 Team