Straordinaria rimonta dalla diciassettesima casella del pilota neozelandese, sul podio anche Rowland e Wehrlein
Nel weekend in cui ha annunciato il suo addio a Jaguar dopo 10 stagioni, Mitch Evans conquista la vittoria del secondo E-Prix di Berlino. Il pilota neozelandese è passato per primo sotto la bandiera a scacchi di una gara emozionante, caratterizzata da una difficilissima gestione delle strategie. Alla fine, è stato premiato il pilota che ha deciso di ritardare il più possibile l’attivazione del primo Attack Mode, grazie ad una superba valutazione del team Jaguar.
Evans firma così la sua sedicesima vittoria in carriera, consolidando il primato di pilota più vincente nella storia della Formula E, mentre per Jaguar si tratta di un trionfo costruito su una gestione di gara impeccabile e una strategia semplicemente perfetta, con il pilota neozelandese abile a completare una rimonta di ben sedici posizioni.
Sedici posizioni guadagnate anche dal Campione del Mondo in carica, Oliver Rowland, che ha chiuso la gara in seconda posizione, salendo nuovamente sul podio dopo la terza posizione conquistata in Gara 1. Chiude sul gradino più basso il poleman Pascal Wehrlein, abile a limitare la perdita di punti in una gara molto caotica, che lo aveva visto precipitare addirittura fuori dalla zona punti nelle fasi centrali della gara.
Chiudono la gara in zona punti Sebastien Buemi, Norman Nato, Jake Dennis, Edoardo Mortara, Jean-Eric Vergne, Felipe Drugovich, ai suoi primi punti stagionali, e Joel Eriksson. Gara disastrosa invece per Nick Cassidy, protagonista di due contatti nella fase iniziale della gara che lo hanno costretto ad una sosta ai box per sostituire l’ala anteriore.
In classifica generale, cambia nuovamente il leader, con Pascal Wehrlein che torna in testa al Campionato con soli 3 punti di vantaggio su Mitch Evans e 8 punti su Edoardo Mortara. Torna in lotta anche il Campione del Mondo in carica, Oliver Rowland, staccato di 18 punti dal pilota tedesco della Porsche.
Gara E-Prix Berlino 2: la cronaca della gara
Parte molto bene dalla pole position Pascal Wehrlein, che si difende da Barnard e Cassidy. Alle sue spalle, invece, Eriksson viene infilato dall’altra Citroen di Jean-Eric Vergne, mentre Mortara rimane in decima posizione.
La gara nei primi giri segue lo stesso andamento della giornata di ieri, con numerosi cambi di posizione in testa alla gara: ne approfittano i due piloti della Envision, con Eriksson che guida il gruppo davanti a Buemi; Mortara risale in quarta posizione, mentre Wehrlein scivola in settima.
Nel corso del giro 5, la gara vede un primo colpo di scena: Cassidy viene colpito dalla Mahindra di Nyck De Vries e precipita in quattordicesima posizione. Conseguenze ancora peggiori per il pilota olandese, costretto al ritiro. Nel corso del giro 8, il pilota neozelandese è protagonista di un altro contatto, stavolta con la Envision di Buemi: l’incidente provoca conseguenze ben più gravi, in quanto Cassidy è costretto a rientrare ai box per sostituire l’ala anteriore danneggiata della sua Citroen.
Nel corso del giro 12, Eriksson mantiene la leadership, davanti a Wehrlein e al compagno di squadra Buemi. Mortara mantiene la quarta posizione, mentre Cassidy è staccato di circa 50 secondi dal gruppo: soltanto con una Safety Car il pilota neozelandese potrà tornare in lotta per la vittoria.
Maloney prova a spezzare l’equilibrio della gara: il pilota barbadiano usufruisce dei primi 4 minuti di Attack Mode e sale addirittura in quinta posizione. La stessa mossa viene effettuata nel giro successivo da Jean-Eric Vergne e due giri dopo da Nato e Drugovich. Il pilota francese della Citroen riesce a risalire addirittura in prima posizione.
Il primo pilota di testa ad usufruire dell’Attack Mode è Joel Eriksson, che opta per due minuti di potenza extra. Nel frattempo, approfittando dei 4 minuti di potenza extra, Norman Nato si è portato in prima posizione, costruendo un margine di due secondi sul compagno di squadra, Oliver Rowland, in seconda posizione.
Il campione del mondo in carica si allarga per prendere l’Attack Mode, cedendo la seconda posizione a Taylor Barnard. Nel frattempo, ottima rimonta di Antonio Felix Da Costa, tornato in terza posizione dopo una prima fase in attesa.
Nel corso del giro 26, approfittando degli ultimi secondi di Attack Mode, Mitch Evans scavalca Nato e si porta in prima posizione. Il pilota neozelandese allunga su Rowland, che nel frattempo ha sopravanzato Nato, scivolato in quinta posizione alle spalle anche di Wehrlein, in rimonta grazie al secondo Attack Mode. Molto indietro invece Mortara, solamente tredicesimo.
Nel giro 32, Wehrlein sopravanza Mitch Evans, il quale però si allarga a prendere il secondo e ultimo Attack Mode. Grazie alla potenza extra, il pilota neozelandese si riporta in prima posizione, con Wehrlein che viene passato anche da Rowland.
Nel giro 35 di 37, Muller tampona la Jaguar di Antonio Felix Da Costa: in pista ci sono numerosi detriti dell’ala anteriore della Porsche del vincitore di Gara 1, mentre il pilota portoghese rimedia una foratura. La Direzione Gara opta per un breve regime di Full Course Yellow, necessario per pulire la pista dai detriti.
Alla ripartenza, Evans allunga su Rowland, che a sua volta viene insidiato da Wehrlein. Non succede più nulla fino alla bandiera a scacchi: vince Mitch Evans davanti a Rowland e Wehrlein, che torna leader del Mondiale, approfittando della settima posizione finale di Mortara.
PH: Jaguar TCS Racing, Mitch Evans.