Nel corso del fine settimana di Barcellona sono venute a galla le criticità di del circuito stesso e della questione sicurezza.
La gara di Barcellona ha messo in luce, nuovamente, le criticità legate alla sicurezza della MotoGP. Quanto accaduto domenica, infatti, deve far riflettere spingendo i piloti ad unirsi per migliorare ulteriormente tutto ciò che riguarda la sicurezza di chi va in pista, e degli stessi addetti ai lavori. Gli incidenti occorsi ad Alex Marquez e Johann Zarco spingono per la creazione di una vera e propria associazione di piloti, volta ad agire nell’immediato.
Ma c’è chi è controcorrente. Pedro Acosta, interrogato sull’argomento, ha risposto in questo modo: “La mia opinione resta la stessa, non c’era bisogno di una terza gara. Il giro fatto nella seconda ripartenza sarebbe stato sufficiente e avremmo potuto ottenere la metà dei punti. Abbiamo sfidato il destino, se ci sono stati due incidenti così gravi, non serve che ce ne sia un terzo. Continuo a pensarla così”.
Lo spagnolo ha, poi, aggiunto: “Se uno si ferma, devono fermarsi anche gli altri 20… Ma se uno si sta giocando il mondiale, sta lottando per il sogno della sua vita e realisticamente non vorrà rinunciarci… Se me l’avessero detto 2 ore prima della gara in un weekend in cui sto andando bene, avrei voluto correre. Bisogna capire che noi piloti, anche se non sembra, siamo piuttosto egocentrici. Cerchi sempre un’occasione per avvantaggiarti”.
Foto: X Pedro Acosta