La FIA vuole cambiare il regolamento F1 2027 sulle power unit, Ferrari è il grande oppositore politico al tavolo delle trattative.
Il regolamento della F1 subirà un nuovo cambiamento nel 2027, con un passo indietro della FIA sulla ripartizione tra motore elettrico e motore endotermico. La proposta attualmente sul tavolo riguarderebbe infatti un ritorno a una maggiore incidenza dell’ICE, con una nuova suddivisione 60/40 tra motore a combustione ed elettrico.

Questo 2026 sta mostrando aspetti della Formula 1 che pochi si sarebbero aspettati. Le gare sono sicuramente più spettacolari, ma si è aperto un grande dibattito sul fatto che molti duelli in pista siano fortemente influenzati dal regolamento, che tende ad aiutare chi segue e penalizzare chi si trova davanti. Inoltre, il lift & coast, diventato ormai familiare dopo un 2025 passato ad ascoltare i team radio tra Bryan Bozzi e Charles Leclerc, è diventato fondamentale non solo nella gestione della gara, ma persino sul giro secco in qualifica.
La FIA ha già provato a introdurre alcune modifiche per limitare i fastidiosi power cut sui rettilinei, dovuti al recupero di energia per la batteria. Una delle soluzioni studiate riguarda la variazione dell’energia ricaricabile durante il giro, con parametri differenti a seconda del circuito. A queste si aggiungono anche i cambiamenti alla procedura di partenza, che avevano fatto infuriare Fred Vasseur.
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La soluzione definitiva per eliminare questi tagli di potenza, considerati frustranti sia dai piloti sia dal pubblico, potrebbe però essere proprio il cambiamento nella ripartizione tra motore elettrico e ICE, con il ritorno alla formula 60/40. Secondo quanto riportato da The Race, soltanto due team sarebbero realmente entusiasti della proposta: Red Bull e Mercedes.
Nonostante sia ormai risaputo che la power unit Ford e quella Mercedes siano le più competitive della griglia, proprio questi due costruttori sembrano convinti di poter mantenere comunque un vantaggio tecnico sugli avversari anche con il nuovo scenario regolamentare. Il grande oppositore politico dei due team inglesi sarebbe invece la Ferrari.

Le motivazioni che spingono diversi costruttori a essere contrari sono principalmente due. La prima riguarda i costi: un ulteriore cambio di direzione richiederebbe nuovi sviluppi, modifiche ai programmi già avviati e quindi investimenti aggiuntivi. Per questo motivo, ad esempio, Audi non sarebbe favorevole alla proposta.
La Ferrari, invece, sarebbe frenata soprattutto dall’ADUO. A Maranello credono molto nel potenziale degli aggiornamenti previsti sulla propria power unit e un cambiamento regolamentare già nel 2027 rischierebbe di vanificare tutte le scelte tecniche fatte negli ultimi mesi, condannando ancora una volta il 2026 a essere vissuto con la classica mentalità del “vinciamo l’anno prossimo”.
Copertina e foto: Ferrari.com