Marco Bezzecchi vince al Mugello: “Era difficile restare lucidi, ma è stato bellissimo”

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Il dominio di Bezzecchi in MotoGP continua: quarta vittoria stagionale per il pilota Aprilia, ma questa volta sotto gli occhi degli italiani. Ecco le sue parole dopo la gara

Ci sono sogni da cui non ci si vuole più svegliare e questo è uno di quelli: Marco Bezzecchi trionfa al Mugello per la prima volta in carriera e continua a inseguire il mondiale da leader della classifica piloti. Ecco l’emozione del pilota al termine dell’impresa.

Marco Bezzecchi vince al Mugello: "Era difficile restare lucidi, ma è stato bellissimo"
Marco Bezzecchi vince al Mugello: “Era difficile restare lucidi, ma è stato bellissimo”

Le parole di Marco Bezzecchi

L’abbraccio con il Team e con Kimi Antonelli, poi le interviste a Sky Sport in cui Bezzecchi racconta a parole l’emozione di salire sul gradino più alto del podio al termine del Gran Premio d’Italia. Ecco cosa ha detto: “Ringrazio Aprilia e Lorenzo Savadori, perché senza il supporto di tutte queste persone, qui e a casa, sarebbe tutto più difficile, quasi impossibile. È bellissimo. È un sogno che avevo da quando ho memoria.

Mio padre e mia madre ci portavano, me e mia sorella, fin da piccoli a vedere le gare qui al Mugello e anche in altri circuiti, come Assen. Siamo sempre stati appassionati. Vincere qui è una cosa che non riuscivo neanche a immaginare, e infatti ha superato ogni aspettativa. È un’emozione incredibile.

Fa parte di questa squadra anche Sava, che è qui con noi. È stato un lavoro incredibile di tutti. Io sono felice, è stata una gara praticamente perfetta. All’inizio della gara Pecco andava forte e non volevo forzare troppo. Avevo già temperature alte, quindi ho cercato di non perdere contatto ma senza stressare gomme e moto. Poi ho visto che lui iniziava a calare e nel giro di poco avevo un secondo su Martín, poi sette decimi. In quel momento ho capito che potevo provare a spingere.

Sono riuscito a passarlo in curva uno e da lì la moto, con aria pulita, è tornata a lavorare bene. Ho visto il vantaggio aumentare giro dopo giro, ma non volevo mollare perché avevo una paura enorme di perdere concentrazione. Vedevo la gente in piedi, tutto muoversi, era davvero difficile restare lucidi, ma è stato bellissimo.

Sono orgoglioso del mio lavoro, ma senza le persone del team, a Noale, e senza la mia famiglia a casa, tutto questo non sarebbe possibile. Il merito è anche loro. Il Mugello è un weekend complicato perché la pressione è altissima. Le persone ti danno tantissimo amore e senti la responsabilità di non deluderle. È difficile non pensarci, ma oggi la spinta del pubblico è stata incredibile.

E poi… portare in qualche modo il casco di Alex Zanardi su questa vittoria significa tanto per me. Non ho avuto la fortuna di conoscerlo, ma ho sempre ammirato la sua storia. Dopo quello che è successo, vedere il tributo che gli è stato fatto mi ha fatto pensare che volevo fare qualcosa anch’io. Sono davvero contento di averlo fatto.”

Foto: Aprilia Racing

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Milano, 22 anni | studio lingue e comunicazione digitale | scrivo per GPKingdom | conduco un programma radio di interviste sportive "Beyond the game"
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