Tante incognite per la Red Bull dopo la tre giorni di test in Bahrein, al momento l’unica certezza è rappresentata da Max Verstappen.
La Red Bull ha lasciato il Bahrein, dopo la tre giorni di test, con tante incognite e pochissime certezze, forse una: Max Verstappen. La scuderia anglo-austriaca, che ha portato una vettura completamente diversa rispetto a quella della passata stagione, non ha brillato ne sul passo gara che nella simulazione qualifica evidenziando, per certi versi, gli stessi problemi che l’hanno caratterizzata nello scorso campionato.

A lanciare l’allarme è stato proprio il direttore tecnico Pierre Wachè che, al termine della tre giorni di test, ha rilasciato queste dichiarazioni: “Non è stato un test così tranquillo come ci aspettavamo e come si aspettava il team, ma è meglio trovare qualche problema qui che più avanti nel tempo ed è a questo che servono i test. Il meteo non ci ha assistito, ma abbiamo cercato di esplorare il potenziale della vettura e di capire come risponde a diversi assetti, e credo che più o meno ci siamo riusciti.
Credo che in questo momento sia molto difficile vedere l’ordine di partenza per Melbourne sulla griglia di partenza, si vede che quattro squadre sembrano abbastanza veloci, compresi noi, ma non abbiamo guardato troppo alle altre squadre, abbiamo cercato di concentrarci sul nostro programma“.
Nella terza giornata la Red Bull ha portato degli aggiornamenti che, all’inizio, erano previsti per la prima gara in Australia ma non sembrano aver riscosso un grande successo. Lavoro importante, dunque, attende i tecnici della casa anglo-austriaca per cercare di correggere quei problemi evidenziati durante la settimana in Bahrein. Waché ha, poi, aggiunto: “Non sono contento come potrei perché la vettura non ha risposto come volevamo in alcuni momenti, ma sta andando nella giusta direzione, solo che forse l’entità della direzione non era così grande come ci aspettavamo ed è qualcosa su cui dobbiamo lavorare per la prima gara e per lo sviluppo futuro”.