Terza eliminazione in Q1 per Liam Lawson, che scatterà nuovamente dall’ultima casella. Si scalda Tsunoda?
Quando il 19 dicembre dello scorso anno la Red Bull decise di appiedare Sergio Perez in favore di Liam Lawson, tutti erano convinti di un immediato miglioramento dei risultati, con un avvicinamento ai tempi di Max Verstappen. Invece, oggi assistiamo alla terza eliminazione in Q1 per Liam Lawson in appunto tre occasioni.
Mentre il suo compagno di squadra Max Verstappen si è trovato in due occasioni a lottare per la pole position, aspettando i risultati di questa mattina, Il pilota neozelandese sta faticando molto più del previsto a trovare un buon feeling con la RB21.
In particolare, nella giornata di ieri, Liam Lawson aveva dichiarato al termine delle Sprint Qualifying: “Sono uscito, quindi sì, è ovviamente un peccato. Penso che dal punto di partenza non sia andata poi così male; il primo giro è andato bene, e poi stavamo solo cercando di costruire lì, ma siamo rimasti fuori per cercare di raffreddare le gomme in pista.

“A dire il vero, ho fatto davvero fatica a far scendere le temperature, iniziando il secondo giro, quindi siamo partiti troppo caldi e poi durante il giro ho solo faticato. È frustrante. Il nostro ritmo dovrebbe essere molto più alto di dove siamo”, aveva concluso il pilota neozelandese.
Effettivamente, nella Sprint Race di questa mattina, si sono visti dei segnali di miglioramento, con Lawson che è stato protagonista di un paio di ottimi sorpassi, che lo hanno portato a risalire fino alla quattordicesima posizione, staccato però di più di due secondi dalla Racing Bulls di Isack Hadjar.
Eppure, nel 2024, il pilota neozelandese non aveva mai faticato così tanto sul giro secco, tanto da qualificarsi addirittura in quinta, seppur in condizioni di bagnato, e in ottava posizione nelle due qualifiche del GP del Brasile, con una vettura nettamente inferiore quale era la Racing Bulls della passata stagione.

Terza eliminazione in Q1 per Liam Lawson: la pressione di Yuki Tsunoda
Dopo soli due appuntamenti, nel paddock sono già circolate voci che vedrebbero una promozione di Yuki Tsunoda, che sta facendo benissimo al volante della Racing Bulls, al posto del pilota neozelandese.
A queste voci, Lawson ha voluto rispondere così ai microfoni di The Telegraph: “Non puoi provare simpatia in questo sport, e comunque, se guardo indietro alle nostre carriere, ero suo compagno di squadra in F3 e l’ho battuto. In Euroformula eravamo compagni di squadra in Nuova Zelanda, e l’ho battuto anche lì”.
“E poi in F1 la scorsa stagione, onestamente, se penso a tutte le volte in cui è stato promosso al posto mio in quegli anni iniziali, allora no. Ha avuto il suo momento. Ora è il mio turno.“

In questi primi due appuntamenti, il percorso di Liam Lawson sembra essere molto simile a quello di Pierre Gasly nel 2019: all’epoca, il giovane pilota francese era stato promosso dopo un’ottima stagione al volante della Toro Rosso, ma, nella prima qualifica dell’anno, sempre in Australia, è stato eliminato in Q1, con il diciassettesimo tempo, mentre il suo compagno di squadra, Max Verstappen, scattava dalla seconda fila.
Da qui, la stagione in Red Bull di Pierre Gasly si è trasformata in un piccolo incubo, conclusa con l’appiedamento a metà stagione, a favore di Alexander Albon, che a sua volta aveva convinto nella stagione di esordio con la Toro Rosso. Ovviamente, dopo sole due gare, è presto per questi giudizi affrettati, ma conosciamo bene anche il carattere di Helmut Marko.
FOTO: Oracle Red Bull Racing, Liam Lawson.