Il dirigente Red Bull Helmut Marko ha commentato così la vicenda Lawson, “ammettendo” l’insoddisfazione di Max Verstappen
La decisione di Red Bull di rimpiazzare Liam Lawson con Yuki Tsunoda dopo appena due gare della stagione 2025 ha acceso numerose polemiche: e no, non sono solamente giornalisti e tifosi ad aver acceso il clima, bensì… il compagno di squadra di entrambi, Max Verstappen.

Uno dei segnali più evidenti del malcontento è arrivato dal talento di Hasselt, che ha lasciato un like su un post Instagram di Giedo Van der Garde, in cui l’ex pilota definiva la mossa un “atto di bullismo” nei confronti di Lawson. Un gesto che lascia poco spazio all’interpretazione e che dimostra il dissenso del campione del mondo in carica.
Le parole di Helmut Marko
A commentare la vicenda è stato anche Helmut Marko, intervenuto sulle colonne del De Telegraaf per giustificare la scelta della scuderia: “Sappiamo che Max non è soddisfatto, ma abbiamo bisogno di due macchine competitive per lottare al vertice. Questo non solo per il titolo costruttori, ma anche per supportare Max nella corsa al suo quinto titolo mondiale. Yuki ha l’esperienza e lo stato di forma giusto per aiutare il team, quindi anche Max ne beneficerà”.
Oltre alla questione Lawson, a preoccupare in casa Red Bull sono anche le prestazioni della RB21. Marko ha ammesso le difficoltà nel rendere la vettura più competitiva nel breve periodo: “Non è facile trasformare radicalmente una macchina complicata come la RB21. Tuttavia, Max ha avuto un incontro molto produttivo con gli ingegneri e siamo fiduciosi. Le prossime tre gare saranno impegnative, ma lavoriamo per tornare al top il prima possibile”.

Tensioni che, a meno di un ottimo risultato a Suzuka, non si spegneranno a breve termine: gli ex-campioni del mondo costruttori in Formula 1 sono ora in un momento di grande crisi, la quale ricorda per certi versi quella di Honda in MotoGP, supportata solamente da Marc Maruqez.
Riuscirà il team di Milton Keynes a rialzarsi e sanare un ambiente così teso? Lo scopriremo, forse, non troppo presto…
Foto: Oracle Red Bull Racing