Ford scopre le carte: piloti, motore e ambizioni mondiali verso il debutto nel WEC 2027
Ford non aspetta certo il 2027 per far parlare di sé: oltre alla partnership con Red Bull in F1, a un anno dall’ingresso ufficiale nel FIA World Endurance Championship l’Ovale Blu ha iniziato a dare una forma concreta al proprio ritorno nella massima categoria dell’endurance mondiale, nell’evento di Detroit che ha presentato anche Red Bull e Racing Bulls.
I nomi scelti raccontano tre percorsi diversi, ma perfettamente complementari: Mike Rockenfeller è la garanzia dell’esperienza pura. A 42 anni e vincitore assoluto della 24 Ore di Le Mans nel 2010 con Audi, Rockenfeller non è nuovo nemmeno al mondo Ford, dal momento che nel 2011 ha già difeso i colori dell’Ovale Blu in IMSA.
Accanto a lui c’è Sebastian Priaulx, profilo giovane ma già strutturato, cresciuto nell’ambiente delle competizioni GT e protagonista recente in IMSA GTD Pro con la Ford Mustang, chiudendo la stagione 2025 al terzo posto. Priaulx conosce il mondo Ford dall’interno e ha già assaggiato il WEC nel 2022, quando ha corso in LMGTE Am con Dempsey-Proton Racing.
Anche Sargeant nel 2027: il ritorno dopo la F1
Ma il terzo nome è quello che più incuriosisce: Logan Sargeant. Dopo un’esperienza in Formula 1 con la Williams vissuta tra aspettative e difficoltà, il pilota americano trova nell’endurance una seconda grande occasione con il team connazionale.
Nel 2026, in attesa del debutto in Hypercar, Priaulx e Rockenfeller correranno in LMP2 come fase di preparazione tecnica e operativa.
Ma non ci sono solo i piloti… Ford ha confermato di aver già definito il motore del progetto, e parole di Mark Rushbrook e Dan Sayers trasudano fiducia e ambizione: “Abbiamo il motore. Abbiamo i piloti. Abbiamo la visione. Presentare la vettura all’inizio del 2026 è un traguardo chiave, ma non stiamo costruendo solo un’auto. Stiamo costruendo una storia. Stiamo riconquistando il nostro posto tra i grandi dell’endurance. Siamo la scuderia americana e siamo qui per conquistare il mondo”, conclude.
Foto: Ford