Max Verstappen ha parlato del suo approccio alla stagione che sta per partire nel corso della presentazione della nuova Red Bull.
Il 2026 rappresenta un’incognita per tutti e soltanto alla prima gara si capirà un po’ di più su una delle stagioni più attese nella storia recente della Formula 1. Gli stessi piloti hanno assaggiato soltanto virtualmente le nuove vetture con un utilizzo importante del simulatore ma l’eccezione è rappresentata dal quattro volte campione del mondo Max Verstappen. Nel corso della presentazione della nuova Red Bull, in quel di Detroit, l’olandese ha spiegato il suo approccio alla prossima stagione.
Queste le sue parole: “Non ho ancora completato molti giri, perché l’anno scorso volevo concentrarmi sull’auto del 2025. Alla fine impari molto di più dopo aver guidato la macchina reale, perché puoi anche correlarla meglio con il simulatore. Forse nelle prossime settimane ci spenderò un po’ più tempo. Lo scorso anno erano ancora i primi giorni, c’erano alcune incognite e persino i regolamenti non erano confermati al 100%. Non voglio spendere troppo tempo a guidare qualcosa che potrebbe non essere realistico”.
Il quattro volte iridato ha, poi, aggiunto: “I regolamenti e i motori sono cambiati tanto, ma si cerca sempre di cogliere i punti di forza di un certo costruttore per provare a combinare il tutto. Ovviamente, nel mentre la tecnologia evolve e a volte è difficile riuscirci. Persino l’anno scorso davo le mie impressioni su cosa si potesse fare meglio. È questo ciò su cui proviamo a lavorare, è un processo che bisogna affrontare. Non è sempre facile, devi sempre andare alla ricerca della massima prestazione e poi provare anche a rendere il motore guidabile”.
Sui test di Barcellona ha, poi, aggiunto: “Il test di Barcellona sarà principalmente sull’affidabilità e sulla guidabilità del motore. Queste saranno le cose più importanti per noi su cui concentrarci. Mi vengono in mente tante cose adesso, ma quando salti in macchina potresti trovarti a fronteggiare altri aspetti. Cerco quindi di mantenere la mente aperta, come faccio sempre con ogni auto che guido”.