Tra problemi di affidabilità, shock Power Unit Mercedes, testacoda inspiegabili, il regolamento 2026 è già nel caos: cosa farà FIA?
L’inizio di stagione 2026 è stato un puro shock. La rivoluzione tanto attesa da FIA e F1 è finalmente approdata sul circus a Melbourne, con esiti davvero tanto ambigui e controversi.
La prima qualifica dell’anno, dominata dalle due Mercedes di Russell e Kimi Antonelli (con un distacco siderale di ben 8 decimi su Hadjar, terzo classificato) ha spiazzato tutti i protagonisti del paddock, piloti chiaramente inclusi (qui per le parole di Hamilton).
Questo è dunque un breve resoconto di cosa Melbourne ci ha lasciato finora. Già, finora, poiché la gara è domani e le sorprese saranno certamente dietro l’angolo.
Il dominio Mercedes: un 2014 bis in arrivo?
2014, 2022, 2026. Le tre annualità che hanno segnato cambi di regolamento massicci alle monoposto di F1 sono state tutte catalizzate da una vettura dominante che facesse da lepre al gruppone, spesse volte enormemente distante.
E il 2026, a ben dodici anni di distanza dall’inizio del Campionato 2014, pare replicare analogamente lo stesso copione: Mercedes sideralmente avanti a tutti, con il gruppetto Ferrari, McLaren e Red Bull a contendersi le “briciole” di un terzo posto decisamente amaro.
La facilità di guida di Russell e Antonelli (il quale è stato certamente aiutato dalla bandiera rossa provocata da Verstappen in Q1) è stata disarmante per chiunque: senza alcun dubbio infatti, Mercedes detiene la miglior monoposto in griglia, sotto tutti i punti di vista.
Ma il vero fronte “allarmante” per la concorrenza è quello della Power Unit: da quest’anno alternata tra elettrica e termica, la PU del team di Toto Wolff sembra essere inarrivabile per chiunque, con punte di oltre 10 km/h di velocità superiore a quella di Ferrari e Red Bull.
Ambigua o meno, la realtà è questa, e lo shock dei due rossi e dei due McLaren a fine sessione, osservando il distacco dalla pole, lo dimostra a pieno.
Il primo colpo di scena: Verstappen e un testacoda inspiegabile
Che Max Verstappen non si trovi minimamente a suo agio (e soprattutto che non gradisca queste auto) sulla nuova RB22 è certezza. Non è assolutamente certa, invece, la natura del suo testacoda in curva 1.
Max infatti, in piena percorrenza della prima chicane, perde totalmente il controllo della sua RB22, schiantandosi contro le barriere. L’impatto, fortunatamente attutito dalla ghiaia, è violento, ma (per fortuna, nuovamente) non eccessivamente.
Tuttavia, è fondamentale comprendere le dinamiche: un semplice blocco dell’asse posteriore al momento della frenata, o qualcosa legato ancora alla batteria?
L’aggressività in uscita di queste monoposto non è certamente novità, tanto che già nei test del Bahrain sono stati tanti i piloti a lamentare dei problemi in frenata (per poi riaccelerare in trazione) dell’elettrico, con improvvisi spegnimenti della vettura. Anche qui, come per tutto il resto, c’è bisogno di far assolutamente chiarezza.
Il caos Aston Martin e il debutto di Cadillac
Le note dolenti non riguardo certamente solo il gruppo di testa. Anzi. Il premio di grande delusione del 2026 certamente spetta ad Aston Martin: la tanto attesa prima creatura di Adrian Newey, motorizzata Honda, è un flop totale.
Inguidabile, lenta, con pochi cavalli e persino pericolosa: insomma, ad Alonso e Stroll toccherà compiere miracoli. Sempre se ne avranno l’opportunità chiaramente, poiché Lance non è neppure sceso in pista. Fernando invece, come di suo solito, ha lottato da leone, ma la distanza dall’Alpine di Colapinto in Q1 è stata semplicemente imbarazzante: ben 7 decimi.
Passata sottotraccia certamente Cadillac, che ha esordito per la sua prima volta in F1, con un risultato però a dir poco catastrofico, forse ben oltre anche le previsioni più pessimiste. Un diciottesimo e diciannovesimo posto per Perez e Bottas, due piloti veterani costretti a guidare una monoposto che necessita di un ingente sviluppo, data la distanza di quasi 5 secondi dal leader Russell.
Un distacco tale non lo si vedeva dal 2019, quando Williams era per distacco fanalino di coda e faceva gara a sé. E anche per il team di Grove, il lavoro da fare è enorme, soprattutto sul tema affidabilità (Sainz non ha difatti disputato le qualifiche), con gli ennesimi problemi che si trascinano sin dal primo giorno di test in Bahrain.
Tante crepe, distacchi ampi come non mai, tante falle in un regolamento che, a quanto pare, sta mostrando i primi scricchiolii sin da subito. Ma attendiamo domani, la prima (e si spera ultima) gara in queste modalità di racing. Se di racing ancora si vuol parlare.
Foto: Aston Martin Aramco F1 Team, Scuderia Ferrari HP, Oracle Red Bull Racing, Mercedes-AMG Petronas F1 Team