Le qualifiche a Melbourne hanno chiesto il conto a Max Verstappen, il quale partirà dalla 20° posizione. La telemetria mostra alcuni suggerimenti interessanti sulla dinamica dell’accaduto.
All’interno dei garage di Red Bull, il sabato ad Albert Park ha raccontato una storia diversa rispetto a quella che forse ci si aspettava dalla scuderia di Milton Keynes per il weekend inaugurale di questa nuova era di Formula 1, caratterizzata dalla rivoluzione introdotta dal nuovo regolamento.
Il team di Laurent Mekies, che nel 2026 ha salutato la partnership con Honda per abbracciare la collaborazione con Ford per la produzione della power unit della RB22, ha vissuto una situazione contraddittoria con i suoi due piloti. Sebbene, Red Bull festeggi il risultato di Isack Hadjar, terzo posto in griglia per il Gran Premio d’Australia, dall’altro lato della medaglia, si trova Max Verstappen, il quale ha dovuto digerire un boccone amaro.
L’olandese, dopo aver effettuato un primo giro di riscaldamento, non è poi riuscito a concludere un giro competitivo. Il quattro volte iridato, infatti, proprio nel corso del decimo minuto del Q1, ha colpito violentemente le barriere alla prima curva, ma quali sono i motivi che hanno portato Max Verstappen a perdere il controllo della sua monoposto?
LEGGI ANCHE: F1 | Mercedes vola dove Ferrari rallenta, occhio al vantaggio nascosto della SF-26! – Analisi telemetria qualifiche
Già dalle prime due sessioni di prove libere, la RB22 aveva già mostrato alcuni problemi in termini di affidabilità e assetto della monoposto. Lo stesso Max Verstappen, al termine delle FP2, aveva affermato quanto la vettura 2026 fabbricata dalla casa austriaca avesse ancora bisogno di lavoro per poter competere tra le prime file, occupate attualmente da Mercedes (con non poche discussioni) e da Ferrari.
“Abbiamo incontrato qualche problema in più nella FP2, dove abbiamo faticato con l’erogazione della potenza, il che ha reso piuttosto complicato fare giri costanti” aveva dichiarato l’olandese nella giornata di ieri, parole che, se lette alla luce della giornata di oggi, hanno una chiave di lettura che tende ad una profezia, considerando anche il testacoda del quattro volte iridato in curva 10 nel venerdì di Melbourne.
Sabato, la catastrofe. I motivi dell’impatto non sono stati commentati dal protagonista, il quale ha semplicemente dichiarato di non sapere cosa fosse accaduto alla sua vettura, limitandosi a descrivere l’incidente come un bloccaggio dell’asse posteriore della RB22, confermando i dubbi sulla power-unit della casa americana.
La telemetria mostra come, nel giro lanciato, la RB22 di Max Verstappen abbia raggiunto i 306 km/h all’inizio del giro, 16 km/h in più rispetto all’outlap precedente, in cui la power unit si fermava a 290 km/h. Un delta che fornisce spunti di riflessione interessanti per capire cosa sia andato storto: a differenza del giro di riscaldamento, infatti, in cui la power unit mostrava del clipping al termine del rettilineo, nel giro di lancio, la spinta è rimasta costante fino all’ingresso alla prima curva, fornendo un’energia cinetica ingestibile anche nelle mani del quattro volte iridato.
È possibile dunque che, proprio in questa fase, il rilascio irregolare della componente ibrida abbia destabilizzato la monoposto; il grafico degli RPM, invece, suggerisce la violenza dell’impatto dovuta ad una caduta istantanea fino allo zero, piuttosto che un calo progressivo.
Nessun membro di casa Red Bull ha commentato l’accaduto descrivendo con esattezza quando accaduto a Max Verstappen, al contrario del cambio regolamentare introdotto dalla FIA per il 2026 che è stato commentato a lungo. Lo stesso Max Verstappen ha affermato di non trovarsi a proprio agio con questa nuova generazione di monoposto, dichiarando quanto centrarsi sul risparmio di batteria “abbia molto poco a che fare con le corse” sottolineandone la scarsa naturalezza.
Che la combinazione tra le nuove dinamiche regolamentari e la situazione in casa Red Bull possano portare l’olandese ad accelerare l’ingresso nel campionato GT, grande passione del quattro volte iridato? Forse è presto per trovare una risposta, ma sicuramente gli elementi possono portare all’inizio di un dubbio. Sarà il tempo a dare una risposta.
Fonti: Red Bull Content Pool, GPKingdom.