Peggiorano le condizioni in Medio Oriente: il GP del Bahrain è ora sempre più a rischio. Il punto anche sul Qatar
La guerra in Medio Oriente va avanti. E purtroppo, anche se chiaramente in secondo piano, tutto ciò inficia drasticamente sul mondo dello sport, in particolare sui motori.
Nel mese di aprile infatti, la F1 farà tappa in due circuiti arabi manifestamente affacciati sul Golfo: Sakhir in Bahrain (dove tra l’altro si sono disputati i test pre-stagione) e Jeddah, in Arabia Saudita.
Bahrain nuovamente attaccato in mattinata dall’Iran: la situazione
La situazione, già raccontata settimana scorsa e purtroppo sempre più critica, pare ulteriormente aggravarsi. Nella mattinata infatti, l’Iran ha nuovamente colpito il territorio del Bahrain, gravemente messo a dura prova.
Il governo di Manama ha fatto sapere, nelle prime ore odierne, di “aver intercettato e distrutto finora 102 missili e 171 droni lanciati dall’Iran nel corso degli attacchi in atto contro il regno del Golfo“.
Il Bahrain, tra gli Stati del Golfo, è dunque il Paese più colpito dalle forze militari iraniane, seguito da Kuwait, Qatar, Emirati Arabi Uniti (dove si disputa l’ultimo GP dell’anno, ad Abu Dhabi) e Arabia Saudita.
Questo scenario drammatico purtroppo, pare non aver vita breve: la guerra prosegue e, ad un solo mese di distanza dall’appuntamento del circus a Sakhir, le probabilità di svolgimento del weekend sono decisamente minime.
La situazione in Qatar
In programma nel mese di novembre, l’appuntamento di Lusail (si spera) è certamente quello a minor rischio di annullamento in calendario. Il tracciato di Lusail però ospita non solo F1, ma anche MotoGP: per tale motivazione, indicativa sarà la decisione della Dorna sul da farsi in terra qatariota nel weekend tra 10 e 12 aprile.
La situazione, tuttavia, è tutt’altro che tranquilla con il governo di Doha che ha annunciato di rispondere militarmente poiché l’attacco dell’Iran è “un grande senso di tradimento” e “un pericoloso errore di calcolo attacchi i Paesi del Golfo che ha distrutto tutto“.
Nuovi inserimenti nel calendario sono però poco probabili: basse le percentuali di vedere tracciati europei come Imola, Portimao, Le Castellet o Istanbul, sostituire (se saranno sostituite) le tappe mediorientali. Sperando che si torni presto a parlare, anche in quei Paesi, di sport e motori.
Foto: Scuderia Ferrari HP, Mercedes-AMG PETRONAS F1 Team