La Formula 2 ha dato il via alle danze per la stagione 2026 con un weekend da brivido a Melbourne. Dalle qualifiche del venerdì alla Feature Race della domenica, passando per la gara sprint di sabato, le emozioni non sono di certo mancate. Tra conferme e sorprese, ecco i top e flop del weekend: tre piloti promossi e tre rimandati alla prossima gara
Formula 2, i top del GP d’Australia
1. Nikola Tsolov
Il classe 2006 bulgaro, alla sua prima stagione completa nella categoria dopo due round nel 2025, lascia l’Australia con il primo posto in classifica e la vittoria nella Feature Race. Uscito con le ossa rotte da un paio di battaglie al sabato, che lo hanno fatto scendere da settimo a 17esimo al traguardo, si dimostra il pilota più intelligente nella gara lunga, vincendo la sua prima gara in Formula 2 dopo aver approfittato del patatrac della coppia Rodin. Perde la leadership della corsa quando Varrone lo sopravanza al pitstop, ma alla ripartenza dopo la safety car non esita a passare l’argentino (che comunque aveva 10 secondi di penalità), cosa che non riesce così velocemente al secondo classificato Camara.
2. Gabriele Minì
Recupera in grande stile dopo una qualifica disastrosa, terminata al 21° posto. A metà Sprint Race è già settimo e sul finale lotta per il quinto posto, ma un lungo lo fa tornare in settima posizione: ad ogni modo una rimonta straordinaria, replicata nella Feature Race con un’ottima P8 finale. Un weekend iniziato con il piede sbagliato ma che lo ha visto rimontare la bellezza di 28 posizioni in due gare.
3. Laurens van Hoepen
Silenzioso ma sempre concreto. Settimo nella Sprint e fantastico terzo nella Feature Race, chiude il fine settimana dell’Albert Park al terzo posto in campionato, regalando alla Trident il primo podio da Baku 2024 dopo un 2025 che aveva visto la squadra italiana raccimolare soltanto 2 punti, chiudendo ultima.
Formula 2, i flop del GP d’Australia
1. Alex Dunne
Il nuovo membro dell’Academy Alpine continua a dimostrare un’ottima velocità, ma anche tanta, troppa irruenza. Chiude il sabato risalendo dall’ottavo al terzo posto nella Sprint e lotta per la vittoria nella Feature Race con il compagno di squadra Stenshorne. Mentre chiude il sorpasso, stringe troppo la traiettoria: ala rotta per il norvegese, doppio ritiro in casa Rodin e 5 posizioni di penalità nella prossima gara lunga per l’irlandese.
2. Nicolas Varrone
La Virtual Safety Car uscita per il ritiro di Beganovic gli regala un’insperata testa della corsa nella Feature Race. Alla ripartenza corre con la spada di Damocle dei 10 secondi di penalità per speeding in pitlane, è vero, ma resiste solamente tre curve a Tsolov e in 11 giri crolla fino al 13esimo posto al traguardo (17esimo dopo la penalità).
3. Rafael Camara
Nonostante il secondo posto in classifica, ci si aspettava di più dal campione F3 in carica. Dopo aver iniziato la Sprint con grandi sorpassi, il brasiliano della Ferrari Driver Academy precipita dal quarto all’11esimo posto nei due giri finali, venendo inghiottito dal gruppo. Si riscatta almeno parzialmente nella Feature Race, dove chiude secondo ma tarda a sorpassare Varrone, perdendo così la possibilità di giocarsi la vittoria con Tsolov. Una menzione forse troppo severa, ma che riflette le aspettative del talentino di Maranello, che può sicuramente fare di più.
Foto X @Formula2