Questa è la storia di Robert Benoist, passato da “campione del mondo” a partigiano: uno dei più grandi eroi dell’ultimo secolo
In occasione della Giornata della Memoria, anche noi di GPKingdom ci uniamo al ricordo raccontandovi la storia di Robert Benoist, uno dei più grandi Uomini che il motorsport (e forse anche il mondo intero) abbiano mai conosciuto.
Un pilota tra i più vincenti nella storia della Francia, giustiziato nel ‘44 dai tedeschi nel campo di concentramento di Buchenwald, data la sua attività da eroico partigiano.
Fidatevi: prendetevi qualche minuto per leggere questa incredibile e straordinaria storia, di un uomo unico nel suo genere.
La storia di Robert Benoist: gli inizi
Robert scopre il grande mondo dei motori nel 1915, quando in occasione della Prima Guerra Mondiale viene assegnato all’areonautica militare francese, scoprendo così una nuova passione.
Terminata la guerra, Benoist diventa un pilota di auto, ed in pochi anni diventa uno dei migliori della storia dell’automobilismo.
Dopo un’esperienza da collaudatore con la De Marcay, Benoist inizia un ventennio incredibile di vittorie che ancora oggi lo rende uno dei pochi ad avere vinto letteralmente tutto quanto.
Dopo qualche vittoria in moto, Robert vince il Gran Premio di Francia del 1925, edizione tristemente nota per la scomparsa di Antonio Ascari, padre di Alberto.
Benoist vince “la vecchia Formula 1” e segna un record
Nel 1927 scrive la storia: in quella che era l’antenata della Formula 1, Benoist vince tutti i GP europei. Francia, Italia, Spagna e UK: la sua scuderia vinse il Campionato del Mondo Costruttori, e lui a tutti gli effetti sarebbe un Campione del Mondo.
“Sarebbe”, però, perchè in quegli anni il titolo piloti ancora non esisteva a livello ufficiale. Quindi…
… quindi Benoist è un campione non nell’albo d’oro, ma lo è nei cuori di tutti.
Pensate: è l’unico pilota nella storia ad aver vinto tutti e 4 i GP europei, un record che la Francia gli riconosce con la Legion d’onore, la più alta onorificenza francese.
Siamo di fronte all’idolo sportivo del Paese: nel ‘28 ottiene la vittoria di classe nella 24 ore di Le Mans con la Itala, mentre nel 1929 vince la 24 ore di Spa con Attilio Marinoni.
Nel 1937 vinse ancora la 24 ore di Le Mans con Bugatti (una delle uniche due Le Mans vinte nella storia del team transalpino), per poi ritirarsi dalle corse.
Lo scoppio della guerra e la vita da partigiano
Poi… inizia la II Guerra Mondiale.
Il pilota britannico William Grover-Williams coinvolge il francese nell’attività di resistenza all’occupazione tedesca della Francia: anche Robert Benoist diventa un partigiano.
Dopo un addestramento in Inghilterra presso le scuole del SOE, fu paracadutato in Francia nella primavera del 1942 per creare e dirigere la rete Chestnut, attiva nello spionaggio e nel sabotaggio nell’area di Parigi. Benoist, inoltre, offrì un nascondiglio per armi e rifornimenti nella sua proprietà di Auffargis.
Ma…
… la Gestapo lo arresta nel 1943.
Benoist riuscì incredibilmente a fuggire, saltando dal veicolo che lo trasportava alla prigione, tornando poi ancora a Londra.
Nell’ottobre del 1943 ritorna in Francia per una nuova missione che porterà a termine senza intoppo, riparando in Inghilterra nel febbraio 1944.
A giugno, nella sua terza (e ultima) missione a Nantes, venne arrestato una seconda volta e immediatamente trasferito nel terribile campo di concentramento di Buchenwald.
L’11 settembre 1943, all’età di 49 anni, il campione Robert Benoist viene crudelmente impiccato dai Nazisti.
Foto: By Agence de presse Meurisse – Bibliothèque nationale de France, les24heurs, Par Le Sport Universel Illustré — Le Sport Universel
Da un’idea di Alberto Naska