Christian Horner in Drive to Survive su Netflix, secondo alcune anticipazioni, ha svelato chi fosse dietro al suo licenziamento da Red Bull
Christian Horner e Red Bull, ci risiamo. L’addio improvviso a metà 2025 del leggendario team principal, dopo 20 anni di servizio a Milton Keynes, scosse incredibilmente l’ambiente Red Bull e l’intero paddock della F1.
Il britannico, in seguito a numerosi contrasti (nonché vicende strettamente “private”) con la dirigenza Red Bull, fu licenziato nel luglio scorso dai vertici di Milton Keynes: una decisione mal digerita da Horner, il quale ha parlato a Netflix in occasione di un episodio su di lui incentrato della serie “Drive to Survive”.
Le parole e le accuse di Horner
La serie Netflix dedicata al mondo del circus, Drive to Survive, è giunta alla sua ottava stagione. Da sempre molto dibattuta, con tante critiche piovute specialmente da Max Verstappen (che accusava il prodotto Netflix di essere “irrealistico”), la saga è tuttavia divenuta un successo con numeri sempre crescenti anno dopo anno.
Con la nuova stagione in uscita venerdì 27 febbraio, alcuni spezzoni emergono dalla puntata focalizzata su Horner, con alcune parole di accusa dell’ex CEO di Red Bull: “Il padre di Max, Jos, non è mai stato il mio più grande fan e si è espresso più volte apertamente nei miei confronti”.
Non che fosse una grande sorpresa, dati gli enormi screzi e il conseguente addio di Jos dal box Red Bull già a metà 2024. Christian ha poi proseguito: “Ma non credo che i Verstappen siano stati in alcun modo responsabili. Penso che alla fine le cose siano cambiate all’interno dell’azienda e nel gruppo. Dopo la morte Mateschitz (fondatore di Red Bull, ndr), probabilmente tutti hanno ritenuto che avessi troppo controllo“.
Senza troppi giri di parole poi, Horner ha dichiarato chi presumibilmente fosse il responsabile del suo licenziamento: “Credo che questa sia stata una decisione presa da Oliver Mintzlaff con la consulenza di Helmut Marko a margine“.
Foto: Oracle Red Bull Racing