Mattinata intensa per quanto riguarda la Formula 1: due diverse inchieste coinvolgono anche il Circus
Un’indagine della Procura di Milano ha portato alla luce un presunto sistema di festini privati con escort di lusso destinati a clienti facoltosi, tra cui calciatori di Serie A e personaggi del mondo dello sport: tra le intercettazioni emerse compare anche il riferimento a un pilota di Formula 1, il quale nome non è però ancora noto.
L’inchiesta, condotta dalla Guardia di Finanza (e totalmente separata da quella che vi abbiamo raccontato qualche ora fa), è partita dalla denuncia di una dipendente di un locale dell’hinterland milanese: da lì sarebbe emersa una rete organizzata che proponeva costosi party post-partita, con servizi esclusivi destinati a clienti selezionati e molto facoltosi.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il sistema sarebbe stato gestito da una società con sede a Cinisello Balsamo, guidata da marito e moglie insieme a due collaboratori, tutti attualmente agli arresti domiciliari: l’attività veniva promossa sui social attraverso annunci per “nuovi collaboratori” con spiccate doti relazionali, una formula che, secondo gli inquirenti, sarebbe servita a reclutare escort per eventi privati.

“C’è un amico che fa il pilota in F1…”: l’intercettazione e le cifre
Nel materiale intercettato compare anche un riferimento diretto al mondo della Formula 1: in una conversazione, uno degli indagati avrebbe affermato: “C’è un mio amico, un pilota di Formula 1 che viene qui a Milano stasera, vuole una tipa a pagamento”. Al momento però, come vi abbiamo già raccontato, non risultano nomi ufficiali coinvolti.
Il servizio, secondo l’accusa, prevedeva serate nei locali della movida milanese, estranei all’inchiesta, seguite da soggiorni in hotel di lusso. Tra i servizi offerti, emerge anche l’uso di gas esilarante, consumato tramite palloncini durante i party privati. Le indagini hanno portato al sequestro preventivo di circa 1,2 milioni di euro, ritenuti proventi dell’attività. Le donne coinvolte sarebbero circa dieci, con età compresa tra i 18 e i 30 anni, e avrebbero ricevuto circa il 50% dei compensi.
L’inchiesta è ancora in corso e punta ora a chiarire il coinvolgimento dei clienti e l’eventuale estensione della rete anche ad altri ambienti sportivi e imprenditoriali: una vicenda che, oggi, ha gli occhi puntati addosso sia dalla cronaca, sia dal mondo dello sport.
Foto: Formula 1, Marcello Piacentini