Toto Wolff è tornato a parlare dell’incidente di Ollie Bearman, occorso in Giappone, facendo un parallelismo con Le Mans.
L’incidente tra Ollie Bearman e Franco Colapinto, avvenuto in Giappone, ha costretto la Formula 1 ad intervenire in modo piuttosto deciso sul regolamento al fine di evitare situazioni del genere, ovvero con un importante differenza di velocità tra due vetture. Su quanto accaduto a Suzuka è tornato a parlare anche Toto Wolff con il TP di Mercedes che ha fatto un parallelismo con la 24 Ore di Le Mans.
Queste le parole dell’austriaco: “Sebbene dobbiamo garantire la sicurezza dei piloti, e questo deve essere la massima priorità e importanza, nel mondo ci sono tantissime gare fantastiche che noi piloti amiamo e che esistono anche se sono pericolose; adoro Le Mans, passo la notte a guardare lo schermo dei tempi e le Hypercar affrontano le curve Porsche a 30 o 40 chilometri all’ora in più rispetto alle auto GT3. Le differenze di velocità sono enormi. Abbiamo assistito a situazioni critiche e incidenti gravi tra queste due classi diverse. Ricordo di essere rimasto sveglio tutta la notte quando Mike Rockenfeller si è scontrato con l’auto GT durante la notte, a causa di un errore di valutazione”.
Wolff ha, poi, aggiunto: “Ricordo un incidente di un anno o due fa alle curve Porsche a causa di un errore di valutazione di uno dei piloti. Eppure Le Mans esiste nonostante tutto questo e naturalmente continuiamo ad amarla. Guardiamo al Nordschleife. Non so chi di voi l’abbia visto, e ovviamente abbiamo avuto un evento tragico, ma uno degli aspetti affascinanti del Nordschleife è che un’auto GT3 ufficiale gareggia contro una Volkswagen Polo privata con piloti dilettanti, di notte, sotto la pioggia, su creste dove non sai cosa aspettarti dall’altra parte. E anche i migliori piloti di Formula 1 del nostro mondo amano questo sport con tutti i pericoli che comporta.
Se si guarda al WEC di Imola di questo fine settimana, le differenze nei tempi sul giro tra i prototipi e le vetture GT erano superiori ai 10 secondi. Concentriamoci su quelle due priorità che ho menzionato prima e rendiamo questo sport migliore e più sicuro. Sarà sempre lo sport più sicuro? No. Si tratta di capire cosa fanno quei sistemi alla vettura, come possiamo ridurre i rischi in situazioni particolari come in caso di pioggia o altro, ma ricordando sempre a noi stessi che siamo i custodi di questo sport, che abbiamo una responsabilità nei confronti dello sport e dell’opportunità che ha dato a tutti noi, piuttosto che guardare al vantaggio o allo svantaggio personale derivante dal fatto che determinati regolamenti vengano modificati o meno”.