La Ferrari non sarà l’unica a sviluppare la monoposto a Miami: da Woking arrivano le prime conferme sugli aggiornamenti McLaren installati sulla nuova MCL40 “2.0”, sviluppata anche con il supporto di Mercedes.
Mentre la Ferrari prosegue il proprio lavoro in pista tra Fiorano e Monza, la McLaren non resta a guardare e ha sviluppato un nuovo pacchetto di aggiornamenti da introdurre a Miami. Andrea Stella ha inoltre indicato sia l’area maggiormente rivista sia la soluzione al rebus legato alla gestione software dell’energia elettrica.
Che McLaren abbia lavorato intensamente in questo mese di aprile, lontano dalla pista, non è una novità. A Woking, il reparto aerodinamico ha spinto al massimo per consentire a Lando Norris e Oscar Piastri di ridurre il gap da Ferrari e, soprattutto, dalla Mercedes, apparsa fin qui difficilmente raggiungibile. Proprio l’aerodinamica sembra essere il settore in cui la MCL40 paga maggiormente il confronto con gli altri due top team, e in Florida questo divario dovrà essere colmato.
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Nelle ultime settimane, in Italia, l’attenzione si è concentrata quasi esclusivamente sulla Ferrari e sugli aggiornamenti previsti per Miami, inclusa la cosiddetta “ala macarena”, dopo il filming day positivo di ieri, il cui obiettivo era verificare se questo componente fosse in grado di garantire benefici superiori agli svantaggi in frenata. Tuttavia, oltremanica il lavoro non si è mai fermato e tra i team più attivi c’è proprio McLaren.
Nel corso del media day a Woking, Stella ha delineato con chiarezza il piano per le prossime gare, a partire da quella del 3 maggio negli Stati Uniti. Sugli aggiornamenti ha dichiarato: “Posso dire che, nel complesso, tra Miami e Canada vedremo una MCL40 completamente nuova. Abbiamo anche un po’ di prestazione da recuperare se guardiamo a Mercedes, e in parte anche a Ferrari, ma siamo abbastanza soddisfatti dello sviluppo che siamo riusciti a portare avanti dietro le quinte.“
“Ci auguriamo di poter vedere una MCL40 leggermente più competitiva a Miami e poi in Canada, considerando che l’ultima gara in Giappone è stata già una prestazione competitiva discreta. Guardiamo quindi con fiducia alle prossime gare”, ha proseguito.
Un supporto importante è arrivato anche dalla Mercedes sul fronte power unit, un’area in cui il team principal italiano riconosce un divario fisiologico tra costruttore e cliente: “Per quanto riguarda il lavoro insieme a Mercedes e anche lo sviluppo degli strumenti di simulazione con loro, abbiamo fatto un passo avanti significativo rispetto a dove eravamo in Australia, quindi penso che come squadra siamo ora molto più preparati.”
“All’inizio della stagione poteva esserci uno svantaggio come naturale conseguenza dell’essere un team cliente, quando la programmazione era così intensa, anche dal punto di vista della power unit, ed era qualcosa di accettabile, che eravamo pronti ad accettare e che abbiamo gestito in modo molto costruttivo insieme a Mercedes. Ma ora, più avanti nella stagione, penso che abbiamo colmato questo divario e dovremmo avere tutti gli strumenti necessari per estrarre il massimo dalla power unit”, ha concluso.
Copertina e foto: McLaren.com