F1, Lindblad: “Timori reverenziali mai avuti, non mi importa chi batto o elimino”

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Arvid Lindblad ospite a Beyond the Grid tra approccio sfrontato, nessun timore reverenziale e aneddoti sul suo esordio in Formula 1

Alla vigilia del Gran Premio di Miami 2026, Arvid Lindblad si è raccontato nel podcast F1 Beyond the Grid. Il giovanissimo alfiere di casa Red Bull – seppur in “apprendistato” presso Visa Cash App Racing Bulls – è reduce dall’ottimo avvio di stagione. Punti all’esordio (ottavo al traguardo) e Q3 conquistato a Suzuka non sono un brutto biglietto da visita per un ragazzo nato nel 2007, da sempre abituato al confronto con piloti più grandi di lui: “In ogni categoria sono sempre stato il più giovane del gruppo, questo mi ha aiutato a non avere timori reverenziali”.  

Il salto di categoria

A proposito di categorie, il britannico ha dato un punto di vista interessante sulle differenze tra Formula 2 e Formula 1. In particolare, Lindblad ha spiegato di non aver modificato i suoi allenamenti da quando è sbarcato nella massima categoria motoristica. “Le persone sottostimano quanto sforzo fisico richiedano le vetture di F2: non hanno il servosterzo e il pedale del freno è molto più pesante – ha detto il pilota VCARB-. Soprattutto nelle curve ad alta velocità è quasi una questione di forza bruta”. Proprio a questo riguardo ha raccontato un aneddoto: “Durante le qualifiche in Qatar lo scorso anno, nella sezione di curva 12-13, sono arrivato al punto in cui non riuscivo più a sterzare per quanta forza serviva”.

Dal Qatar all’Australia, Lindblad ha raccontato anche i retroscena del suo esordio in Formula 1, avvenuto con la gara inaugurale del 2026 a Melbourne. Al suo gran premio d’esordio il giovane britannico si è trovato anche in posizione da podio, seppur per un breve momento nelle fasi iniziali. Ciononostante, ha ammesso di non aver avvertito particolare tensione: “Con l’avvicinarsi della gara al posto che innervosirmi mi sentivo sempre più tranquillo. Quando mi sono schierato per l’inno nazionale e ho visto la mia postazione con il logo della F1 e la scritta ‘Arvid Lindblad’ non potevo crederci, già quello era surreale”.

MELBOURNE, AUSTRALIA – MARCH 05: Arvid Lindblad of Great Britain and Visa Cash App Racing Bulls has a seat fit in the garage during previews ahead of the F1 Grand Prix of Australia at Albert Park Grand Prix Circuit on March 05, 2026 in Melbourne, Australia. (Photo by Rudy Carezzevoli/Getty Images) // Getty Images / Red Bull Content Pool // SI202603050269 // Usage for editorial use only //

Quel flashback sull’ultima curva

È stata soprattutto la particolare conformazione dell’Albert Park a rievocare sensazioni di casa e di serenità per Lindblad: “Ho avuto una sorta di flashback a quando avevo 6-7 anni e correvo in un circuito che aveva l’ultima curva simile all’Albert Park. Mi sentivo come se fosse una gara di tanti anni fa, solo me e papà”. Per questo, il classe 2007 ha definito così le sue sensazioni prima del via: “Nel giro di formazione, quando sono uscito dall’ultima curva ero calmissimo, anche se le tribune erano stracolme di gente”.

Il Gran Premio d’Australia, inoltre, ha visto Lindblad impegnato in una lotta corpo a corpo anche con Lewis Hamilton, uno dei suoi grandi idoli d’infanzia, commentata così: “L’ho realizzato 30 secondi dopo che è successo, lui è uno dei motivi per cui faccio il pilota”.  Nelle sue prime tre gare, il giovanissimo rookie ha avuto modo di ingaggiare un duello, seppur a distanza, con un altro pluricampione del mondo: a Suzuka, infatti, ha sancito l’eliminazione di Max Verstappen in Q2. Ripensandoci non si è scomposto particolarmente: “Non mi interessa chi batto o chi elimino, a Suzuka ero solo felice perché ero in Q3”.

La sfrontatezza dei 18 anni

Insomma, un ragazzo che non ha problemi a dire ciò che pensa, anche quando potrebbe infastidire o risultare brusco, come quando afferma: Non mi definisco un fan di Ayrton Senna perché la sua era è stata tantissimi anni prima della mia, ma quello che ha fatto per il nostro sport è incredibile”.  Sicuramente un talento cristallino, abituato a bruciare le tappe e a far parlare di sé, Arvid Lindblad è pronto ad affrontare quella che è solo la sua quarta gara in F1, senza passare inosservato.

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Studente di giornalismo, aspirante giornalista sportivo con background di scrittura giornalistica sia tradizionale che digitale. Appassionato di sport e motori a 360 gradi, vorrei trasmettere le stesse emozioni e curiosità che suscitano in me! Co-founder e co-gestore del progetto editoriale universitario "fuoricorsobolo.it".
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