L’ex direttore tecnico della Ferrari e della Mercedes, Aldo Costa, ha sparato a zero sulla cultura del lavoro di Maranello senza risparmiare critiche anche a Montezemolo.
Che a Maranello il clima degli ultimi anni non sia sempre stato sereno non è una novità. Le parole più dure, però, arrivano dall’attuale direttore tecnico di Dallara, Aldo Costa, che lasciò la pianura padana per trasferirsi in Inghilterra alla corte di Toto Wolff proprio a causa della forte pressione interna alla GES.
Nel podcast di Giorgio Terruzzi, Pino Allievi e Stefano Nicoli, l’ingegnere italiano ha iniziato ricordando con nostalgia il suo periodo in Ferrari, senza però rinunciare a sollevare critiche importanti: “Il periodo Ferrari è stato bellissimo, però senti molta pressione. Senti molta, molta pressione. Man mano che cresci professionalmente, questa pressione aumenta. A un certo punto, negli ultimi mesi, mia moglie mi disse: ‘Aldo, ti stai ammalando’, perché diventi veramente super stressato”.
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Uno dei problemi principali, secondo Costa, era legato alla difficoltà, ai piani alti, di ascoltare consigli e assecondare le richieste tecniche del team: “Se sei il ragazzino italiano cresciuto all’interno della Ferrari, non ti vedono mai abbastanza cresciuto da poter dire o imporre: ‘ci vuole una nuova galleria del vento’. Quando provai a spiegare che la nostra galleria del vento era piccola e limitata e che ne serviva una nuova, credo che Montezemolo e Marchionne pensarono fossero le solite scuse e non la fecero”.
Infine, Costa si è lasciato andare alla dichiarazione più forte, parlando di come in GES la paura di sbagliare possa influenzare pesantemente lo sviluppo della monoposto durante la stagione: “In Ferrari tagliano le teste con estrema facilità. Quando metti pressione a un ingegnere, come succedeva nel periodo in cui lasciai la Ferrari… Montezemolo voleva vincere la gara successiva. Ma noi magari eravamo indietro di un secondo, era impossibile. Allora gli ingegneri cosa fanno? Ti portano qualche idea, ma è sempre qualcosa di conservativo e a breve termine. Perché se lavori in un ambiente che ti taglia la testa, devi stare attento: non puoi permetterti di sbagliare”.
Foto e copertina: Mercedes.com